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L'Erba di Luglio : l'issopo la freccia contro l'oscurità

Erba solare, l’issopo è governato dal pianeta Giove e dal misterioso e romantico astro, la luna. Nell’etimologia il termine Issopo viene riportato dal latino hyssōpu (m), la copiatura dal greco hyssopos, di origine ebrea o meglio siriaca. Anticamente veniva usata nei rituali di purificazione di grave entità: si bruciava l’Issopo per preparare l’acqua lustrale, poi con il legno di cedro e ciuffi d’Issopo si preparava aspersorio per le liturgie.
Il modesto fiore dell’issopo con le sue tante proprietà magico - curative simboleggia l'umiltà, in opposizione al legno pregiato e profumato del cedro, simboleggiante la superbia e la ricchezza.

Gli Ebrei la consideravano un’erba santa; nei testi liturgici, ricchi d’allegorie, questo fiore viene menzionato in più punti; la diffusione del suo termine si è tenuto indubbiamente all’uso della Bibbia:
I suoi delicati fiorellini blu fremono vivaci nella tiepida brezza estiva e brillano fra le foglie assolate, richiamando il ronzare delle melisse in cerca di quel dolcissimo nettare che darà al loro miele un sapore delizioso. Pare quasi innocuo nei suoi bassi e folti cespugli aromatici, eppure il potente issopo dalle piccole foglie a punta di freccia è una piantina guerriera, forte e combattiva, che sin dai tempi antichi veniva chiamata “l’erba della purificazione” poiché si diceva potesse spazzare via qualsiasi genere di oscurità.

Il suo potere magico era talmente forte che nelle sacre scritture veniva ricordato come aspersorio naturale per l’acqua benedetta, in grado di purificare da ogni male, ma è possibile che questo impiego, come molti altri adottati dal cristianesimo, avesse radici molto più antiche. Si potrebbe pensare, infatti, che mazzi di issopo azzurro venissero ritualmente colti durante la fase calante della Luna dalle mani gentili e sapienti delle erbarie, che poi li immergevano nelle purissime acque sorgenti e li agitavano con energia per purificare le abitazioni, il bestiame e coloro che lo desideravano. In questo modo la magia della pianta avrebbe dissolto tutte le disarmonie e allontanato le entità malevole, proteggendo poi da una loro eventuale ricomparsa.

Ma la proprietà sottile dell’issopo di purificare qualsiasi cosa toccasse, poteva agire anche internamente. A questo proposito si pensa che bruciare una manciata di issopo essiccato, oppure berne un infuso leggero, possa liberare la mente dai pensieri infestanti e dai cattivi umori, donando lucidità, consapevolezza e serenità, e rendendo predisposti ad accogliere l’onda spontanea dell’ispirazione creativa.
Purtroppo non sono rimaste che poche e brevi notizie su di esso, ma ciò che si può intendere dal suo spirito sottile è che l’issopo sia un agguerrito alleato contro le ombre, e contro tutto ciò che tenta di confondere e ostruire l’ascolto della voce profonda.

Rapido e letale, dissolve ciò che non si può vedere, e protegge da ciò che potrebbe recare dolore, come una piccola ma affilatissima freccia luminosa, scagliata a dissolvere l’oscurità. Un tagliente lampo di luce che tutto annienta e rischiara.

I suoi delicati fiorellini blu fremono vivaci nella tiepida brezza estiva e brillano fra le foglie assolate, richiamando il ronzare delle melisse in cerca di quel dolcissimo nettare che darà al loro miele un sapore delizioso. Pare quasi innocuo nei suoi bassi e folti cespugli aromatici, eppure il potente issopo dalle piccole foglie a punta di freccia è una piantina guerriera, forte e combattiva, che sin dai tempi antichi veniva chiamata “l’erba della purificazione” poiché si diceva potesse spazzare via qualsiasi genere di oscurità.

Il suo potere magico era talmente forte che nelle sacre scritture veniva ricordato come aspersorio naturale per l’acqua benedetta, in grado di purificare da ogni male, ma è possibile che questo impiego, come molti altri adottati dal cristianesimo, avesse radici molto più antiche. Si potrebbe pensare, infatti, che mazzi di issopo azzurro venissero ritualmente colti durante la fase calante della Luna dalle mani gentili e sapienti delle erbarie, che poi li immergevano nelle purissime acque sorgenti e li agitavano con energia per purificare le abitazioni, il bestiame e coloro che lo desideravano. In questo modo la magia della pianta avrebbe dissolto tutte le disarmonie e allontanato le entità malevole, proteggendo poi da una loro eventuale ricomparsa.

Ma la proprietà sottile dell’issopo di purificare qualsiasi cosa toccasse, poteva agire anche internamente. A questo proposito si pensa che bruciare una manciata di issopo essiccato, oppure berne un infuso leggero, possa liberare la mente dai pensieri infestanti e dai cattivi umori, donando lucidità, consapevolezza e serenità, e rendendo predisposti ad accogliere l’onda spontanea dell’ispirazione creativa.

Purtroppo non sono rimaste che poche e brevi notizie su di esso, ma ciò che si può intendere dal suo spirito sottile è che l’issopo sia un agguerrito alleato contro le ombre, e contro tutto ciò che tenta di confondere e ostruire l’ascolto della voce profonda.
Rapido e letale, dissolve ciò che non si può vedere, e protegge da ciò che potrebbe recare dolore, come una piccola ma affilatissima freccia luminosa, scagliata a dissolvere l’oscurità. Un tagliente lampo di luce che tutto annienta e rischiara.

Tratto dai bellissimi siti Tempio della Ninfa e Spaziofatato

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