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La Befana,un altro volto della Dea

La Befana è una di quelle manifestazioni della Dea sotto forma di anziana, ora benevola, ora vendicatrice. Un’altra corrispondenza con il paganesimo è nel rituale di “bruciare la vecchia” rito che fa parte di quelle feste del fuoco in cui si brucia un fantoccio. Senza bisogno di andare fino al nord Europa citando “The Wicker man”, l’uomo di vimini celtico, basta vedere quante feste paesane hanno l’usanza di bruciare un fantoccio o una strega. E’ un richiamo ai cicli stagionali: ritorna la luce quindi un ciclo va a compimento e il successivo inizia. Spesso per la Befana (come per altre feste del fuoco) un fuoco viene spento e subito sostituito da un nuovo fuoco per decretare la continuità delle stagioni.

Inutile dire che le sembianze di strega cattiva sulla scopa sono servite per dare una connotazione negativa e pericolosa a questa antica figura divina. Il volo però non è un’invenzione cristiana: è invece un’ennesima reminiscenza da cui si desume una origine sciamanica della figura della nostra cara vecchietta. Il volo sciamanico è una pratica ben nota e molti sono gli studi che ricollegano questo volo con i sabba delle streghe .

Sono tantissimi i miti legati alla Befana. Il simbolismo della Vecchia Signora (la "Vecia", la "Vecchierella", ecc.)  si ricollega a molte figure è un archetipo universale che richiama il volto antico della Dea Madre,il suo aspetto saggio e maturo,che ritorna nelle figure altoatesine, nello sciamanesimo, nella Baba-Jaga della mitologia russa, alla "Alte" germanica, alle Perchta,alla Cailleach scozzese all'Anziana Madre, la “parte” anziana della triplice Dea, ma soprattutto la Befana è una palese eredità delle gilanie, simbolo cioè della cultualità femminile che dall’antichità si è trasmessa sino a noi.

La nostra Befana insomma è stata rapita e isolata: rapita dal suo originario contesto mitico e isolata nel limbo cattolico a fare la figuraccia di megera cattiva, di strega. Ma la nostra Befana fa parte della miriade di “vecchie” che l’antropologia ha analizzato studiando fiabe e miti in cui appaiono figure femminili anziane con varie mansioni: potere di vita e di morte, abilità artigianali con valenza esoterica (come la tessitura), maestra, Domina Loci di un territorio, sciamana e guaritrice, reggente dei destini umani. 

Cioè la Grande Madre che ci accompagna sin dal Paleolitico e i cui attributi sono “passati” via via alle figure femminili divine e mitologiche: la Frau Holle raccontata anche dai fratelli Grimm, la Baba slava, la Dea romana Anna Perenna, per elencarne, trasversalmente in Europa, solo alcune. Compresa, naturalmente, la Befana. 

La “Vecchia” si ritrova dunque in tutte le mitologie e l’antropologo Vladimir Propp ha colto il filo che unisce tutte queste figure di magiche anziane concludendo che esse rappresentano l’antenata mitica matrilineare, la Nonna totemica di tutte le popolazioni.

Tratto da wicca.forumfree





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