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Il Blog di Oroboro

Archivio Divinità cosmogonia e mitologia Giapponese

Aizen-Myoo
Divinità introdotta in Giappone dall’India. Le si attribuiva il potere di calmare le passioni e di stimolare sentimenti di benevolenza e di pietà, malgrado fosse solitamente raffigurata con tre occhi, sei braccia e il volto corrucciato, seduta su un fiore di loto.
Aji-Shiki
Giovane dio che abbatté la tomba del suo defunto amico. L’edificio ridiscese dal cielo sulla terra e qui diventò il Monte Moyama.
Ama-No-Minaka-Nushi
Uno dei Kami, il cui nome significa “il signore dell’eccelso centro del cielo”.
Amatsu Mikaboshi
Dio del male. Il suo nome significa “Venerabile Stella del Cielo”.
Ama-Tsu-Mara
Il dio scintoista dei fabbri ferrai. Insieme a Ishi-Kori-dome, questo ciclopico dio fabbro costruì lo specchio solare che fu usato per attirare Amaterasu fuori dalla grotta in cui si era andata a nascondere.
Ame-No-Mi-Kumari
Dea scintoista dell’acqua.
Ame-No-Oshido-Mimi
Figlio della dea Amaterasu, rifiutò di diventare il dominatore della terra quando gli fu offerto tale incarico.
Ame-No-Wakahiko
Dio mandato a governare la terra. Fu ucciso dal dio del cielo Takami-Musubi.
Am-No-Tanabata-Hime
Dea astrale dei tessitori.
Anshitsu
Eremo di un solitario monaco buddista. Il viandante deve essere circospetto nel chiedervi rifugio per la notte, poiché può accadere che l’oscura figura che gli apre la porta sia soltanto lo spirito del monaco che un tempo viveva lì.
Assemblea degli Dei
Secondo la mitologia giapponese, ogni anno gli dèi si riuniscono nel sacro tempio di Izumo e tengono assemblea al fine di predestinare le faccende amorose della gente. Qui si decide quale persona amerà quale altra e l’amore di chi sarà ricambiato.
Bakemono
Spiriti in possesso di poteri malvagi. Il termine comprende vari spiriti, quali kappa, mono-no-ke (spiriti maligni), oni, ten-gu e yamanba o yama-ubu (una strega della montagna).
Benkei
Famoso combattente e spadaccino della mitologia giapponese.
Benzai-Ten
Dea del linguaggio, della saggezza, della conoscenza, della buona sorte e dell’acqua.
Bimbomushi
Il termine giapponese che indica l’insetto Xestobium Rufovillosum (“orologio della morte”) e significa letteralmente “insetto della povertà”. Si crede che questo bruco del legno sia presagio di povertà (vedi Bimbogami).
Bishamon
Dio al quale sono attribuite molte funzioni, ma che è conosciuto principalmente come dio della guerra, dispensatore di salute e protettore di coloro che venerano il “Loto della Retta Legge”. Fu invocato con successo dal Principe Shotoku, nel 587, durante la campagna contro le famiglie giapponesi anti-buddiste. Protegge contro i demoni e le malattie ed è guardiano di uno dei quattro punti cardinali (il Nord). Bishamon è uno degli Shichi Fukujin. Nell’iconografia ha l’aspetto di un re potente con indosso una completa armatura e fronteggia i demoni tenendo una lancia nella mano. A volte, tuttavia, viene raffigurato con una ruota infuocata che sembra un’aureola.
Butsu
Il nome giapponese di Buddha, detto anche Butsuda.
Butsudo
La parola giapponese che indica il Buddismo. Letteralmente significa “Sentiero di Buddha”.
Centopiedi
Terrificante mostro antropofago grande come una montagna. Viveva nei monti del Giappone nei pressi del Lago Biwa. Il re drago di quel lago chiese al famoso eroe Hidesato di ucciderlo per lui. L’eroe lo uccise trafiggendone il cervello con una freccia bagnata nella saliva del drago stesso. Il re drago ricompensò Hidesato donandogli un sacchetto di riso che non si sarebbe mai svuotato e avrebbe nutrito la sua famiglia per secoli.
Chimata-no-kami
Dio dei crocevia, delle strade maestre e dei sentieri. In origine era un dio fallico, per cui spesso agli incroci era collocato un simbolo fallico.
Chujo Hime
Monaca giapponese che si credeva fosse un’incarnazione della dea Kannon. Inventò l’arte del ricamo e si credeva avesse aiutato gli dèi a fare il famoso ricamo del Filo di Loto (che descrive i fiori del Paradiso), nel tempio di Toema Dera.
Daibosatsu
Il Grande bodhisattva giapponese, il Buddha Eletto ovvero il Buddha nella sua precedente apparizione nel mondo. Una gigantesca statua del Buddha in meditazione quale signore del mondo si trova presso Kamakura ed è chiamata Daibutsu.
Dainichi
La personificazione buddista giapponese della purezza e della saggezza.
Donna della montagna
Demone femminile che vive nei boschi. Vola come un insetto ma è più grande e più forte di un uomo. Si crede che sia in grado di sollevare un viaggiatore incauto e divorarlo.
Dozoku-shin
Il kami ancestrale di un “dokozu” ossia un gruppo di consanguinei. Il dokozu comprende i rami collaterali (bunke) di una famiglia principale (honke). Quest’ultima è quella che si assume la l’incarico di venerare il Dokozu-shin.
Ebisu
La divinità che simboleggia la salute del mare, nonché protettore di tutto ciò che è collegato con la pesca, e particolarmente i pescatori. È anche dio del lavoro. Talvolta lo si dice figlio di Daikoku, che simboleggia la salute della terra. Ebisu era venerato nella zona costiera presso Osaka (dove si trovava un suo tempio) ed era raffigurato con un pesce e una canna da pesca. È uno dei sette Shichi Fukujin. Qualsiasi cosa si rinvenga sulla spiaggia può essere Ebisu, se non addirittura uno spirito o il suo cadavere.
Ema
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Fudo
Il più popolare dei Myoo (“grandi re”) e dio del fuoco e della saggezza. È il quinto fra i guardiani dei cieli ed è protettore dell’astrologia. Viene invocato quando si intraprendono imprese difficili, nonché in tempo di guerra, di epidemie e di catastrofi. Fudo protegge contro le calamità, i pericoli gravi, il fuoco e le ruberie. La sua sede è un tempio circondato dal fuoco sulla cima del Monte Okiyama. A nessuno è consentito di vederlo quando si trova nel suo santuario, pena la cecità. Il suo sacerdote Yenoki, dopo la morte, vive in un albero e vigila sulla condotta morale delle genti di quei dintorni. Fudo è raffigurato come un brutto vecchio circondato dalle fiamme, con una spada nella mano destra e un laccio per legare i demoni nella mano sinistra. Narra una leggenda che presso la cascata nei dintorni del tempio di Fudo a Ohara, nella provincia di Awa. una ragazza di nome O Ai San lo pregò nella speranza che guarisse suo padre rimasto cieco. Stette per cento giorni, nuda, pregando, sotto la cascata, e quando tornò a casa dopo questo periodo, trovò il padre risanato.
Fujin
Dio del vento e uno degli dèi scintoisti primigeni. Era presente durante la creazione del mondo e quando per la prima volta fece uscire i venti dal suo sacco, essi spazzarono via le brume del mattino e riempirono lo spazio fra il cielo e la terra, così che il sole brillò. Viene raffigurato come un terribile demone oscuro con indosso una pelle di leopardo, che porta sulle spalle un grande sacco pieno di venti.
Fukurokuju
Il dio scintoista della sapienza, della fortuna e della longevità. È uno dei sette dèi della fortuna (gli Shichi Fujukin). È rappresentato con una fronte altissima (quasi uguale alla lunghezza del suo corpo), in compagnia di una tartaruga e di un corvo.
Futsu-Nushi-no-Kami
Dio del fuoco e del fulmine. In seguito divenne un dio guerriero e generale di Amaterasu. Collaborò a preparare il regno di Ninigi sulla terra.
Gakido
Il “Demone della strada”, ossia il Purgatorio nella cosmologia giapponese. È tra le più basse forme di esistenza.
Gama-Sennin
Benevolo sapiente che è sempre in compagnia di un rospo e può assumere la forma di un serpente o trasformare la sua pelle e ritornare giovane. Conosce il segreto dell’immortalità.
Gongen
Divinità montana del Giappone, uno spirito vivente incarnato, una incarnazione scintoista del Buddha. Coloro che danno la scalata alle montagne sperano di progredire sulla montagna che è posseduta questo spirito.
Gozu-Tenno
Il dio della peste.
Haniyasu-hiko
Il dio della terra. La sua sposa è Haniyasu-hime.
Hasu-Ko
Nella mitologia giapponese, Hasu-Ko è una giovane che morì d’amore per il suo promesso sposo, che non aveva mai visto. Il suo spirito “indurì” il corpo della sorella Kei per un anno, così che lei e il suo fidanzato potessero vivere come amanti. Kei divenne malata “come un morto”. Al termine dell’anno, Hasu-ko portò il suo innamorato nella terra dei suoi antenati e disse ai suoi genitori di essere disposta a morire definitivamente purché essi gli avessero fatto sposare sua sorella. Dal momento che quello era l’unico modo per dare la pace alla sua anima, i genitori acconsentirono. Quando il suo spirito si dissolse, Kei repentinamente risuscitò e fu felice di sposare il fidanzato della sorella. Vissero felici per sempre. Hasu-Ko significa “Figlia del Loto”.
Hidari
Leggendario scultore. Un giorno vide una donna di così eccezionale bellezza, che ne fece una scultura. L’immagine della donna era talmente perfetta, che la scultura prese vita.
Hikohohodemi
Dio eroe.
Hiruko
Il dio del sole del mattino. Oltre a ciò custodisce la salute dei bambini piccoli.
Hoderi
È un figlio di Ninigi e della sua sposa Ko-no-Hana. Hoderi divenne un pescatore, mentre il fratello divenne un cacciatore. Il suo nome significa “Fulgore del Fuoco”.
Hoori
È un figlio di Ninigi e della moglie di lui Ko-no-Hana, e fratello di Hoderi. Il suo nome significa “Svanire del Fuoco”. Mentre Hoderi divenne un pescatore, Hoori divenne un cacciatore e alla fine l’antenato degli imperatori del Giappone. Un giorno i due fratelli litigarono per un amo perduto, e Hoori scese sul fondo del mare a cercarlo. Qui incontrò Otohime, la figlia del dio del mare (chiamata anche Toyo-Tame), si innamorarono e si sposarono. Allora il dio del mare radunò tutti i suoi pesci e li mandò a cercare l’amo perduto finché uno di loro finalmente lo trovò.
Hotei
Uno degli Shichi Fukujin, i sette dèi scintoisti della fortuna. Hotei (“Sacco di Stoffa”) è il dio della gioia e del riso, nonché dell’arte di essere contenti. È patrono dei deboli e dei bambini. Hotei viene raffigurato come un uomo molto grasso con un grande ventre (simbolo di gioia, fortuna e generosità), mentre trasporta sulle spalle un enorme sacco di lino contenente oggetti preziosi, tra cui dei bambini. Può sedere, in qualità di Sacerdote del Carro, in un vecchio carro trainato da ragazzi. Lo si può paragonare al Mi-lo-Fo buddista.
Hototogisu
Il cuculo. Il verso di questo uccello viene spiegato dalla popolazione locale come il melanconico desiderio di un’anima defunta di ritornare nella terra dei suoi cari.
Idzumo
Nella mitologia giapponese è “La Terra Centrale delle Pianure di Canne”, la prima parte del mondo a essere abitata dopo la creazione. In quei giorni, gli alberi e i fiori potevano ancora parlare, cosicché la Terra era piena di voci.
Ika-Zuchi-no-Kami
Gruppo di sette dèmoni dello scintoismo che vivono nell’oltretomba. Il loro rombo si può udire durante le eruzioni vulcaniche e i terremoti.
Inari
Il dio del cibo ovvero la dea del riso. Inari è una tra le divinità più misteriose del Giappone. È sia maschio che femmina. Ogni anno lui/lei scende da una montagna verso i campi di riso. La volpe è il messaggero di Inari e si crede che lui/lei assuma la forma di una volpe. La divinità può anche assumere la forma di un ragno per dare una lezione alle persone malvagie. Inari è ritratto con la barba mentre porta con sé due fasci di riso. In moltissime città del Giappone si può trovare un santuario di Inari e in molte famiglie lui/lei è venerato/a come simbolo di prosperità e amicizia. I santuari sono custoditi da statue della divina messaggera, la volpe. Il tempio principale di Inari è Fushimi-Inara, a sud est della città di Kyoto; fu costruito intorno al 700 d.C. Inari come dea del riso è celebrata in una festa che si tiene durante i primi giorni di primavera quando la coltivazione ha inizio. Può essere identificata con l’indiana Lakshmi e la giavanese Dewi Sri; a volte viene identificata anche con Uga-no-Mitama, la dea dell’agricoltura. L’aburage, cagliata di fagioli fritta, è un’offerta gradita da Inari. Il riso arrotolato nell’aburage viene chiamato Inari-sushi oppure o-Inari-san.
Issunboshi
Nella mitologia giapponese Issunboshi è un saggio o un sacerdote alto pochi centimetri. Viaggiava sull’acqua remando con un bastoncino. Sconfisse due dèmoni con un ago.
Izanagi
Il cielo primordiale, dio di tutto ciò che è luminoso e celeste. A Izanagi (“l’uomo che alletta”) e alla sua sposa e sorella Izanami (“la donna che alletta”) fu dato il compito di creare il mondo. Stando su Ama-no-ukihashi (il ponte fluttuante dei cieli), immersero nell’oceano una lancia ornata di pietre preziose. Quando la estrassero, l’acqua che gocciolava dalla lancia si solidificò e formò la prima isola dell’arcipelago giapponese, dove sono nati i primi dèi e i primi esseri umani. Quando sua moglie morì di parto, Izanagi si recò nell’oltretomba per riaverla, ma lei rifiutò e si separarono per sempre. Non appena Izanami fece ritorno dall’oltretomba, diede inizio ai primi riti di purificazione. Lavò il suo occhio destro e in questo modo creò la dea del sole Amaterasu. Quando lavò l’occhio sinistro, comparve la dea della luna Tsuki-Yumi. Dal suo naso creò Susanowo, il dio dei mari e delle tempeste.
Jigami
“Kami della Terra”. Termine (simile a jinushigami o tochigami) usato nel Giappone occidentale. Si riferisce allo spirito, conservato in un reliquiario, del fondatore di un villaggio oppure a uno che per primo ha coltivato la terra in una particolare zona. Il reliquiario stesso è di solito posto in un angolo o a lato di un campo.
Jikogu
Nel buddismo giapponese è uno dei tanti inferni, la più bassa forma di esistenza.
Jimmu Tenno
Jimmu Tenno è il primo imperatore e il leggendario fondatore della dinastia imperiale. I membri di questa dinastia erano ritenuti divini. Il suo nome originale è Iware-Biko ed è noto anche col nome Kamu-Yamato.
Jinushigami
Il “Kami padrone di casa”, la divinità associata a una zona del territorio, simile a tochigami, ta no kami, jigami.
Juichimen
Il dio buddhista giapponese della misericordia.
Kagutsuchi
Dio del fuoco, figlio di Izanagi e Izanami. La madre, nel darlo alla luce, fu ustionata tanto gravemente da morirne. Izanagi tagliò il figlio in otto pezzi, dai quali emersero otto dèi montani, mentre dal sangue emersero altri otto dèi. Kagutsuchi è un nome alternativo per Ho-Masubi.
Kamaitachi
Mostri simili a donnole, benché si muovano con una velocità tale che nessuno è mai riuscito a vederli bene. Di solito aggrediscono le loro vittime riuniti in un gruppo in cui il primo getta a terra la vittima, il secondo la squarcia con i propri denti e il terzo ne guarisce le ferite. La parola kama significa “falce”, mentre itachi significa “donnola”.
Kamidana
Altare domestico in cui la divinità viene venerata con offerte di cibo.
Kami-Musubi
Dea madre del dio nano Sukuna-bikona.
Kanayama-hiko
Dio dei metalli. Sua sposa è Kanayama-hime.
Kappa
Nella religione scintoista, i Kappa sono spiriti acquatici che trascinano i bambini piccoli nell’acqua e li fanno affogare; inoltre aggrediscono i viaggiatori e combattono contro di essi. Aggrediscono anche gli animali, compresi i cavalli. Non sono in grado di vivere a lungo sulla terraferma, dato che devono sempre mantenere umide le loro teste. Hanno lunghe chiome, corpo di tartaruga, arti squamosi e visi da scimmia. I Kappa si nutrono di cetrioli e sangue, e utilizzano i cetrioli viaggiando su di essi: questi cetrioli volano come libellule. I Kappa sono estremamente intelligenti, e gli esseri umani possono ottenere la loro protezione. Le persone sagge possono renderseli amici, nel qual caso essi insegneranno loro l’arte di risanare le fratture.
Kenro-Ji-Jin
Divinità della terra, il cui nome significa “l’Essere della Terraferma”.
Kijo
Un orco che vive nei boschi giapponesi.
Kintaro
Eroe il cui nome significa “Ragazzo d’Oro”. È il figlio della princiessa Yaegiri. Kintaro viveva solo nei boschi, dove parlava con gli animali. Era talmente forte che poteva abbattere gli alberi come se fossero fuscelli. In una delle sue avventure si misurò con un demone che aveva l’aspetto di un gigantesco ragno velenoso. Sradicò un albero e ne fece uso per sopraffare il mostro. In seguito si unì al seguito dell’eroe Raiko (Minamoto Yorimitsu) e divenne egli stesso un celebre guerriero, chiamato Sakata Kintoki.
Kishi-Bojin
La dea che le donne pregano quando desiderano avere bambini e una delle dee che proteggono i bambini. La sua effigie è trattata con grande cura e rispetto. Le sue origini sono indiane.
Kishimo-jin
La dea buddista giapponese dei bambini piccoli. Il suo nome significa “dea madre dei dèmoni” e in origine era un mostruoso demone originario dell’India, di nome Hariti. Rapiva i bambini piccoli e li divorava, finché il grande Buddha la convertì. Ora simboleggia il richiamo del Buddha alla pietà e la sua devozione nell’assistere i deboli. Kishimo-jin è raffigurata come una madre che allatta il suo bambino, tenendo un melograno (simbolo di amore e di fertilità femminile) nella propria mano. È chiamata anche Karitei-mo.
Kiyo
Bella cameriera delle leggende giapponesi. Lavorava in una sala da tè sull’argine di Hidaka. Un sacerdote ospite si innamorò di lei, ma dopo un certo periodo vinse la propria passione e si astenne da ulteriori incontri. Kiyo si infuriò e cercò vendetta. Si recò al tempio di Kompera per imparare le arti magiche. Dopo avere studiato per un po’ di tempo, si tramutò in un drago e volò fino al monastero in cui viveva il sacerdote. Questi la vide arrivare e si nascose sotto la campana del tempio. Il drago, con un grande getto di fuoco, fuse la campana, uccidendo così il sacerdote. In questo modo il sacerdote fu punito perché non avrebbe dovuto permettere al suo desiderio di distoglierlo dal suo principale dovere.
Kojin
Antica e gentile divinità arboricola, dea della cucina. Vive in una “enoki” ossia in una pianta di ortica. È usanza che le vecchie bambole non vengano gettate via ma siano invece dedicate a Kojin collocandole presso le radici di una pianta di enoki.
Kompera
Divinità protettrice di chi viaggia per terra e per mare.
Kongo
Un bastone a forma di tridente che emette una luce brillante nell’oscurità. È in grado di concedere a un uomo la saggezza e l’intuito. Questo bastone appartenne in origine al dio della montagna Koya-no-Myoin. È l’equivalente del sanscrito vajra, la gemma-fulmine del dio della montagna Indera. In quel caso il bastone simboleggia le tre fiamme del fuoco sacrificale, parte dell’immagine della ruota vajra.
Koshin
Il dio delle strade. I viaggiatori erano soliti offrirgli piccoli cavalli di paglia per garantirsi un viaggio sicuro.
Koya-Shonin
Un santo buddista operatore di miracoli della mitologia giapponese. Costruì un tempio (Rokuharamitsu-Ji) a Kyoto nel 963, mettendo fine in questo modo all’epidemia che aveva devastato il Giappone.
Kumo
Diversi miti giapponesi narrano di giganteschi ragni (kumo), più grandi di un uomo, occhi grandi come piatti, denti aguzzi e lunghe gambe. Questi ragni si nascondono in vecchi castelli e hanno l’aspetto di innocui mucchi di vestiti. Incauti viaggiatori in cerca di asilo che vi si adagiano per dormire si sveglieranno ritrovandosi imprigionati in gigantesche e appiccicose tele di ragno. Queste tele sono troppo robuste per essere distrutte, eccetto con la magia. Un particolare mito racconta di un avaro il cui sangue fu succhiato da un gigantesco ragno finché si pentì. L’eroe Reiko sostenne numerosi combattimenti con questi mostri.
Kunitsu-Kami
Gli dèi della terra. Sono i kami della terra e recano benessere all’umanità.
Kuruma
Nel Buddismo giapponese si dice che il castigo segue la colpa proprio come la ruota (kuruma) segue la zampa del bue. È uno dei punti chiave della filosofia buddista.
Magatama
Le pietre sacre dello Shintoismo. Sono cristalli (agata, diaspro ecc.) a forma di pera che vengono utilizzati per scopi religiosi.
Mawaya-no-kami
Il kami dei servizi igienici. La divinità comprende il principio divino maschile (terra) e femminile (acqua) nati dall’urina e dalle feci di Izanami. Viene talvolta invocato in aiuto in caso di malattie ginecologiche e di disturbi degli occhi e dei denti.
Misogi-Kyo
Nel buddismo giapponese è la dottrina secondo cui sono necessarie periodicamente delle cerimonie di purificazione per ripulirsi dall’ira e dalla cupidigia.
Mizuhame-no-Mikoto
La dea ultima nata della dea madre Izanami.
Momotaro
Eroe delle leggende giapponesi. Fu trovato da una anziana coppia in una pesca (da cui il nome “il figlio maggiore di una pesca”). Momotaro si unì a un cane, una scimmia e un fagiano. Insieme a loro ebbe molte avventure. In una di queste fecero vela verso un’isola dominata da orchi, che uccisero liberando così due principesse.
Mujinto
Piccole isole al sud del Giappone (Isole Bonin) in cui si riteneva che un tempo vivesse una popolazione di giganti. L’ultimo di questi giganti era alto tre metri e visse da solo nella sua isola per trecento anni, dopo di che morì.
Nai-no-Kami
Dio dei terremoti. Fu introdotto nel pantheon giapponese intorno al VII secolo a.C.
Naka-Yama-Tsu-Mi
Il dio dei pendii alpini nella mitologia giapponese.
Nikko-Bosatsu
Il bodhisattva giapponese della luce sorridente del sole e della buona salute.
Ninigi-no-mikoto
Principe-spiga del Riso e dell’Abbondanza; il dio del riso, antenato della famiglia imperiale giapponese. È nipote della dea del sole Amaterasu e del suo sposo Takami-Musubu. Sua madre lo mandò sulla terra per prendersi cura delle faccende generali e di quelle politiche. Egli, accompagnato dalla sorella, la gaia Uzume, scese sulla terra e giunse nel punto in cui otto sentieri conducono verso i punti cardinali. Qui s’imbatterono nella terribile divinità posta a guardia del Ponte Sospeso che Conduce al Cielo, la quale spaventò lui ma non Uzume. Poi, il dio dei sentieri guidò Ninigi attraverso tutte le regioni del suo regno terreno. Per riconoscenza, Ninigi gli diede in sposa sua sorella, ed egli personalmente sposò Ko-no-Hana. In seguito, Ninigi e i suoi discendenti si aprirono combattendo un varco dal sud del Giappone fino alla pianura di Jamato (a est di Osaka), dove fondarono la dinastia imperiale di Jamato. Amaterasu diede a Ninigi uno specchio, un monile e una spada (che costituiscono tuttora i simboli imperiali di sovranità in Giappone).
Nioo
Spirito dall’aspetto feroce a guardia dei cancelli dei templi.
Nurikabe
Nel folklore giapponese la Nurikabe è una gigantesca parete invisibile che si pone sulla strada a bloccare il passaggio a un viaggiatore. Si dice che quando una Nurikabe si manifesta nella sua forma visibile, ha l’aspetto di un gigantesco muro di pietra con due piccole gambe e due piccole braccia. Quando una persona sta camminando da un bel po’ di tempo senza raggiungere la propria destinazione, si attribuisce la colpa del suo ritardo alla Nurikabe.
O-Ana-Mochi
“Il Padrone del Cratere” del Monte Fuji.
Ohonamochi
Uno degli dèi della terra.
Ojin Tenno
Ojin fu il cinquantesimo Tenno, ossia imperatore del Giappone, figlio dell’imperatore Chuai e dell’imperatrice Jingo. Secondo le Nikon Shoki o Nihongi (Cronache del Giappone), fu portato nel grembo di sua madre per tutta la durata della sua conquista dei tre regni di Corea. Prima di partire, ella dichiarò che, se suo figlio doveva diventare un dio, sarebbe nato dopo il completamento della campagna. Il giorno in cui Jingo fece ritorno, iniziarono le doglie ed ella diede alla luce un figlio.
Al momento della sua nascita, Ojin aveva una voglia rossa sul gomito a forma di homuda, la cubitiera che protegge gli arcieri dal ritorno delle corde dell’arco. A causa dei recenti successi militari, la cosa fu considerata di buon auspicio, e quindi al bambino fu dato il soprannome di Homuda-wake (che significa letteralmente “Principe dalla Cubitiera”). Sia le Kojiki che le Nikon Shoki affermano che era un bambino brillante e intelligente, più furbo rispetto alla sua età e grande stratega. Dopo l’ascesa al trono in seguito alla morte della madre, accolse benevolmente studiosi cinesi e coreani nella sua corte, in modo che Nintoku, suo figlio, potesse diventare dotto come i principi del resto dell’Asia. Ojin era considerato anche un famoso bevitore, che scivolava fuori del palazzo per passare da una taverna all’altra. Il mito popolare afferma anche che nacque con una coda di drago e inventò un nuovo tipo di vestito per poterla nascondere.
Dopo la sua morte Ojin fu deificato e gli fu costruito un santuario con uno stupendo sepolcro. Ci vollero tuttavia parecchi secoli prima che fosse identificato con Hachiman, il dio della guerra. In seguito a questa associazione (merito della visione onirica di un sacerdote) divenne il dio patrono degli arcieri e dei soldati, che avrebbero attaccato ai loro elmi dei piccoli amuleti d’argento a forma di spada come simbolo della devozione verso di lui. Ojin, nella qualità di Hachiman, è conosciuto col nome “L’Arco e le Frecce dei Cieli” ed è uno degli dèi più popolari del pantheon scintoista, con metà dei santuari esistenti in Giappone dedicati a lui.
Omitsunu
Il re di Izumo, sulla costa occidentale del Giappone. In questa piccola ma antichissima cittadina di provincia c’è un grande tempio in cui gli dèi si incontrano nell’ottobre di ogni anno per discutere il destino dell’umanità (vedi: “Assemblea degli Dei”). Questo re, nipote di Susanowo, ampliò il suo regno estraendo isole dal mare con una fune. Qualcosa di simile era stato fatto dal re-dio polinesiano Maui.
Oni
Demoni che hanno aspetto umano ad eccezione del fatto che possiedono tre occhi, una grande bocca, corna e unghie taglienti. Volano qua e là e afferrano le anime delle persone malvagie sul loro letto di morte. Per scacciare questi demoni, si tiene ogni anno la cerimonia di oni-yarabi. Un giorno il saggio Nichiren (“loto solare”) vide gli oni all’opera durante i flagelli della sua epoca: invasioni nemiche, terremoti ed eclissi. Egli attribuì il male alla colpevolezza dei giapponesi del suo tempo e quindi fondò una particolare scuola di buddismo per purificare la popolazione.
Otohime
“Gemma luminosa”, la graziosa figlia di Ryujin, re del mare. Sposò Hoori e diede alla luce un figlio, dopo di che fu tramutata in drago (la forma originaria di suo padre). Viene chiamata anche Toyotama.
Oyamatsumi
Un dio della montagna.
Ponte del Cielo
Il ponte oscillante che conduce dal cielo al Monte Takachihi, da cui si può raggiungere la terra. Il ponte appartiene alla dea della danza Uzume, la quale è sposata al Dio dei Sentieri, che ne è il guardiano.
Raiden
Il dio del tuono (“rai”) e del fulmine (“den”). Impedì che i Mongoli invadessero il Giappone. Stando seduto su una nuvola scagliò una pioggia di fulmini sulla flotta degli invasori. Solo tre uomini scamparono. Raiden è raffigurato come un demone rosso, con artigli affilati, che porta un grosso tamburo. Adora mangiare ombelichi umani. L’unica protezione contro di lui è nascondersi sotto una zanzariera.
Raiju
Demone il cui nome significa “animale tuono”. Si tratta di un demone del fulmine in forma di gatto, di tasso o di donnola. Durante i temporali diventa estremamente agitato e salta di albero in albero. Se un albero mostra i segni di un fulmine, la gente dice che gli artigli di Raiju lo hanno graffiato. A questo demone piace nascondersi negli ombelichi umani, e quindi, durante i temporali, se una persona è spaventata, può dormire girata sul ventre.
Raitaro
Il Bambino del Tuono. Un giorno, un povero contadino giapponese, durante un periodo di siccità, pregò Buddha di far piovere. Poco dopo la pioggia cadde a dirotto, accompagnata da un rumoroso fragore di tuono. Quando il contadino, che si chiamava Bimbo, uscì per guardare, vide un bel bambino disteso sull’erba. Bimbo e la moglie lo adottarono e lo chiamarono Raitaro (“Figlio del Tuono”). Tutte le volte che c’era poca pioggia, a Raitaro bastava chiamare le nuvole e ordinare loro di far piovere, rendendo così Bimbo un ricco agricoltore. Quando compì diciotto anni, Raitaro ringraziò i suoi genitori adottivi per le loro amorevoli cure, si trasformò in un drago bianco e volò via.
Reiko
Eroe giapponese. Famosi sono i suoi vari scontri con ragni giganti. Un giorno, mentre era malato, un ragazzino gli portava una medicina ogni notte. Questa medicina non lo curava, ma lo faceva ammalare sempre di più, perché era un veleno. Il suo sospetto fu confermato e Reiko, una notte, quando il ragazzino giunse, lo colpì. Repentinamente, il ragazzino gettò su di lui qualcosa che diventò una rete appiccicosa, dopodiché scomparve attraverso la porta. Reiko, completamente avviluppato, era del tutto indifeso. Tsuna, il capo dei servitori di Reiko, riuscì a fermare il ragazzo puntandogli la spada alla gola, ma quello gettò una rete anche sul servitore e fuggì di nuovo. Il ragazzo fu poi trovato in una grotta e ucciso. Risultò che si trattava di uno spirito-ragno, un piccolo demone dotato di un’arma magica. In un’altra avventura, Reiko vide un teschio che volava davanti a lui per poi scomparire in un edificio diroccato. Dentro l’edificio Reiko trovò una vecchia megera, completamente bianca e dal petto cascante. Un attimo dopo vide una vecchia monaca con un largo viso. Infine vide una bella donna. Quando la guardò, lei lanciò una rete appiccicosa su di lui. Egli la colpì con la sua spada, ma la punta si spezzò. Poco dopo giunse Tsuna e liberò Reiko dalla gigantesca rete. La donna era ormai scomparsa. Cercarono a fondo nell’edificio e scovarono un gigantesco ragno con la punta della spada di Raiko che gli sporgeva dal ventre. Quando la estrassero, il mostro morì. Squarciarono il cadavere e all’interno trovarono numerosi teschi, quelli delle vittime del ragno. Trovarono anche molti ragni “neonati”, grossi quanto un bambino, che strisciavano fuori. Li uccisero rapidamente, liberando così la regione dall’antica piaga dei ragni giganti, una razza di dèmoni malvagi.
Ryugu
Il palazzo del re del mare (letteralmente: “Corte del Drago”). Situato sul fondo del mare, accanto alle isole Ruy Ku, appartiene a Ryujin, uno degli dèi draghi giapponesi. Questo leggendario palazzo è costruito con corallo rosso e bianco ed è custodito da draghi. Uomini-pesce servono Ryujin in qualità di cortigiani. Sul lato settentrionale del palazzo si trova la Sala dell’Inverno, dove cade incessantemente la neve. Sul lato orientale c’è la Sala della Primavera, in cui le farfalle si posano su fiori di ciliegio, mentre cinguettano gli usignoli. Sul lato meridionale del palazzo si trova la Sala dell’Estate, in cui cantano i grilli durante la sera calda. Infine, sul lato occidentale c’è la Sala dell’Autunno, dove gli aceri avvampano di vivaci colori. Un giorno in questo palazzo corrisponde a cento anni sulla terra.
Ci fu un tempo un giovane pescatore di Tango, chiamato Urashima, che intrappolò una tartaruga nelle sue reti, lasciandola però di nuovo libera. Si venne a sapere che quella tartaruga era una delle figlie del re del mare in incognito. La ragazza invitò il giovane alla corte del padre, dove gli apparve con le sembianze di una bella fanciulla e lo sposò. Dopo tre giorni Urashima manifestò il desiderio di rivedere la sua isola, ma quando fece ritorno sulla terra, scoprì che erano passati trecento anni. Urashima è venerato ancora oggi.
Sae-no-Kami
Gruppo di divinità che custodiscono le strade.
Samebito
Mostro nero con verdi occhi fiammeggianti e una barba appuntita. Sul Ponte Lungo, il mostro si imbatté nell’eroe Totaro, ma anziché assalirlo, lo supplicò di dargli cibo e rifugio: infatti il re del mare lo aveva cacciato dall’oceano. Totaro prese il mostro con sé e gli diede un lago presso il proprio palazzo, fornendogli il nutrimento. Qualche tempo dopo, Totaro si innamorò della bella Tamana e aveva intenzione di sposarla. Ma il padre di Tamana aveva fissato il prezzo della sposa a diecimila pietre preziose. Non avendo la possibilità di raggiungere una così immensa fortuna, Totaro tornò a casa e cadde mortalmente malato. Quando Samebito venne a sapere cos’era accaduto al suo benefattore, versò lacrime di sconforto finché si accorse che le sue lacrime si erano tramutate in perle, rubini e smeraldi. Con queste pietre preziose Totaro poté pagare il prezzo della sposa e sposare la graziosa Tamana.
Sengen
Dea della montagna sacra del Fujiyama e dea dei fiori. Custodisce il pozzo segreto dell’eterna giovinezza, dispensandone l’acqua della vita soltanto a poche persone. Il suo santuario si trova sulla cima della montagna. I suoi adoratori vi salutano il sole nascente. Sengen è spesso nominata come Ko-no-Hana-Saku-ya-Hime (“la principessa che fa sbocciare i fiori degli alberi”) e Asama (“alba della buona fortuna”). Sengen è raffigurata come una giovane fanciulla che sparge tsubaki, fiori rosa. È conosciuta anche come Ko-no-Hana.
Shaka
Il Saggio Silenzioso del buddismo giapponese, incarnazione della virtù perfetta e prima apparizione in forma umana del Buddha sulla terra. In tutti i monasteri si possono trovare altari dedicati a lui. La grande festa di Shaka si chiama Hana-Matsuri (“Festa dei Fiori”) e si celebra l’8 di aprile. “Shaka” corrisponde al sanscrito Shakyamuni, Shaka Muni o Sakyamuni. Amoghasiddhi è il suo aspetto bodhisattva.
Shichi Fujukin
Gruppo di sette dèi della fortuna. Sono spesso raffigurati su una nave carica di tesori chiamata Takara-Bune. Gli Shichi Fujukin (“le sette creature della felicità”) sono: Benten, Bishamon, Daikoku, Ebisu, Fukurokuju, Hotei e Jurojin. Il giorno di Sanganichi, il capodanno giapponese, la gente li prega dopo aver pulito a fondo la propria casa.
Shinda
Il dio della fertilità Ainu dell’isola giapponese di Hokkaido. Prima di ogni pasto, gli Ainu rendono grazie a Shinda come a “colui che ci nutre”.
Shine-Tsu-Hiko
Il dio del vento che riempie il vuoto fra il cielo e la terra. Insieme alla moglie Shine-To-Be tiene ferma la Terra.
Shitatera-Hime
Dea figlia del dio della terra Okuni-Nushi. È sposata con Ame-No-Wakahiko.
Shoden
Il nome giapponese dell’elefante indiano della saggezza, Ganesha.
Shojo
Amabile creatura della mitologia giapponese che vive in fondo al mare. Gli shojo hanno i capelli rossi e la pelle rosa o rossa, e sono nudi tranne che per un gonnellino di alghe. Producono un vino bianco medicinale che si chiama shiroi sake nonché altri farmaci. Se una persona buona beve il sake, gli sembrerà che abbia un sapore delizioso. Se lo beve una persona malvagia, il sake avrà il gusto di un veleno e lo ucciderà, a meno che non si penta sull’istante.
Shotoku
Principe che fu deificato come reincarnazione di Siddharta. Si crede che ritornerà come Miro (il futuro Buddha Shotoku), che sia stato in grado di parlare appena nato e che abbia predetto il futuro.
Suijin
Il kami dell’acqua nella cosmologia giapponese, ovvero una ninfa acquatica. Il Suijin-Matsuri viene celebrato il 1° dicembre.
Sukuna-Biko
Il dio nano collegato con la salute, l’agricoltura e le primavere calde. Sua mamma è la dea Kami-Musubi. Lo si nomina con l’appellativo di Re di Izumo.
Taishaku
Nome giapponese del dio indiano Indra.
Takami-Musubi
Il dio primordiale del cielo nello scintoismo giapponese, il Creatore. È il grande spirito che genera amore divino da cui sorgono tutte le creature. Governa sul mondo insieme a sua moglie Amaterasu. È il nonno di Ninigi-no-mikoto, il fondatore della dinastia imperiale del Giappone.
Takemikadzuchi
Un dio del tuono.
Tamon
Uno dei custodi (Shi Tenno) dei quattro punti cardinali della mitologia giapponese. Tamon custodisce il nord.
Ten
In Giappone è il cielo, il paradiso, il regno dei cieli, la provvidenza, dio.
Tenjin
Il dio della cultura e della calligrafia. Ha insegnato all’umanità a scrivere la lingua parlata.
Tenshi
Angeli giapponesi. Non sono soltanto i messaggeri degli dèi, ma operano anche per il benessere della gente. Impedirono al kobo (sacerdote) Daishi di sacrificare la propria vita gettandosi giù da un’alta roccia, dicendogli che trascorrere tutta la vita a insegnare il sapere di Buddha è meglio che compiere un sacrificio di espiazione.
Tokoyo-no-Kuni
Nella cosmologia giapponese è il paradiso, il mondo dello spirito, una “terra lontana al di là dell’oceano”. Il nome significa “La Regione Eterna”.
Toyo-Uke-Bime
Dea della terra, del cibo e dell’agricoltura.
Tsuki-Yumi
Il dio scintoista della luna (il suo nome significa “Arco di Luna”), fratello della dea del sole Amaterasu. Nacque dall’occhio destro di Izanagi, quando questi fece ritorno dall’oltretomba. Non appena Tsuki-Yumi nacque, si arrampicò sulla Scala che conduce al Cielo, ascendendo maestoso. Altro nome: Tsuki-Yumi-no-Mikoto.
Uba
Uba (“vecchia”, “nutrice”) è lo spirito dell’albero di pino. Insieme al marito Jo (“amore”) è simbolo dell’amore coniugale e della fedeltà.
Uga-no-Mitama
Dea dell’agricoltura.
Ukemochi
Dea scintoista della fertilità e del cibo. Fu uccisa dal dio della luna Tsuki-yumi, offeso dal fatto che lei avesse vomitato una grande quantità di cibo. Dal suo corpo morto emersero vari animali (un cavallo, un bue, un baco da seta ecc.) nonché riso, fagioli e così via. I suoi attributi sono spesso assimilati a quelli di Inari.
Urashima Taro
L’eroe di un racconto fantastico popolare.
Uzume
La dea shintoista giapponese della gioia e della felicità, chiamata “Figlia dei Cieli” e “Schietta Donna del Cielo”. Il suo nome significa “turbinio”. È anche dea della buona salute, che la gente ottiene bevendo l’acqua benedetta della sua fonte. Quando la dea del sole Amaterasu si nascose in una grotta, così che la Terra si coprì di tenebre e divenne sterile, fu proprio Uzume che la fece uscire. Con le sue danze provocanti e ondeggianti fece ridere gli dèi così forte che Amaterasu uscì incuriosita dalla grotta. La sua uscita riportò luce e vita sulla Terra. Suo fratello Ninigi fece sposare Uzume alla divinità posta a guardia del Ponte dei Cieli, Sarutahiko Okami. Le danze di Uzume (Ama-no-uzume) si possono trovare nei riti popolari come quello per evocare i morti, la Kagura (danza mimata), e un’altra che simboleggia la seminagione.
Wata-tsu-mi
Una dea del mare.
Yakushi-Nyorai
Letteralmente “il signore delle cure”. Uno dei sei Buddha di meditazione in Giappone nonché il Buddha della salute. È molto venerato nella qualità di salvatore che ha promesso di curare tutte le malattie e di ottenere per l’umanità i rimedi di cui ha bisogno. In sanscrito: Bhaishajya.
Yamata-no-Orochi
È il mitico drago a otto teste che, dopo aver devastato il paese di Izumo, venne ucciso da Susanowo. Nella sua coda questi trovò la spada magica Kusanagi-no-Tsurugi (“la spada che falcia l’erba”) che fa parte del tesoro sacro imperiale.
Yamato Take
Principe giapponese e celebre eroe, figlio del re Keiko. Si dice che uccise molti fuorilegge nonché il pericoloso serpente di Omi.
Yasha
Un pipistrello vampiro. Si crede che sia lo spirito di una donna la cui collera, nella rinascita, la abbassò a uno stato inferiore.
Yo
Nella cosmologia giapponese della creazione è l’elemento maschile. Equivale al cinese yang.
Yomi-no-kuni
Nella credenza scintoista è l’oltretomba, dove orribili creature sorvegliano le uscite. Tuttavia non si tratta in un posto uguale agli altri inferni, dove le anime dei defunti vengono tormentate senza speranza di redenzione. Yomi-no-kuni è piuttosto un luogo in cui le anime vengono purificate. Questa particolare visione fu introdotta dopo la discesa di Izanami in quel regno e la purificazione rituale di Izanagi nel fiume dopo il suo ritorno dall’oltretomba.
Yosei
Fate giapponesi. Vengono viste assai spesso sotto forma di uccelli, gru o cigni.
Yosho
Santo il cui spirito continua a vivere per aiutare la gente.
Fonte: sito www.esonet La riproduzione degli articoli di Esonet è consentita dietro citazione della fonte. Traduzione di dario55 per Il Bazar di Mari.


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