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Il Blog di Oroboro

I Vevè

Nella tradizione Vudù haitiana ogni lwà (Loa) e ogni Erzulie, viene rappresentato da uno o più sigilli esoterici tracciati al suolo con polveri differenti. Questi sigilli prendono il nome di vevè. Ogni vevè riproduce graficamente in maniera stilizzata gli attributi di un lwà e le sue insegne rituali. L’impiego di tracciati grafici e sigilli rituali proviene dalla tradizione africana congolese e lo ritroviamo in altre religioni afroamericane quali il Palo Mayombe a Cuba e l’Umbanda e Quimbanda brasiliane.
 (Nell'immagine Vevè Aida Wedò)

L’uso di disegni rituali è però rintracciabile in moltissime altre culture: nell’induismo troviamo i kolams, utilizzati per onorare gli dei e per portare prosperità e benessere. I pellerossa hopi e dinè (navajos) facevano dei glifi al suolo con sabbia colorata per chiamare le divinità. Nelle 21 Divisioni l’impiego di vevès, chiamati talvolta pinturas rituales o pinturas cerimoniales, è meno frequente che nel vudù haitiano, tuttavia negli ultimi decenni, per i costanti flussi migratori si sta sempre di più consolidando anche a Santo Domingo.

( Vevè Antibon Legba)
I vevè sono una scrittura spirituale ed astrale, non si tratta di simboli stilizzati atti a fare riferimento ad una iconografia complessa, sono piuttosto un alfabeto che compone frasi mistiche atte a riassumere un concetto metafisico. Oltre infatti alle simbologie dei vari lwàs compaiono altri elementi che vengono inseriti per dare un significato o un’azione dinamica ad una corrente spirituale. 

Questi disegni, più o meno elaborati, vengono tracciati al suolo manualmente prima di un rituale con farina di mais, farina bianca, polvere di caffè, polvere di mattone, erbe… a seconda del misterio e della Divisione che si intende evocare. La polvere viene sparsa facendola scorrere tra l’indice, il medio ed il pollice della mano destra, in modo da ottenere tracciati regolari. 

(Vevè Baron Samedì)
Una volta che il vevè è stato tracciato viene spruzzato con la libagione appropriata ed una candela viene posta al centro dello stesso, quindi il papabokor lo “attiva” facendo suonare la campanella o il tchà tchà (maraca) recitando invocazioni e orazioni al misterio o ai misterios che si intendono chiamare. Spesso vengono tracciati vevès multipli, ossia diversi vevè collegati, in modo da chiamare spiritualmente più entità. 

Come accennato le pinturas cerimoniales vanno tracciate con la polvere appropriata. Per i misterios appartenenti alla Division Rada si utilizza normalmente farina di grano bianca (o di riso nel caso di misterios appartenenti alla Division Soler), per quelli della Division India si impiega farina di mais bianca, per quelli della Division Negra si utilizza caffè mescolato a cenere, mentre per i misterios petrò polvere di mattone miscelata a peperoncino. 

I papabokor poi si prodigano ad insegnare ai loro figliocci un vero e proprio formulario circa la composizione delle varie polveri per tracciare i vevè. Queste ricette sono normalmente appannaggio degli iniziati e non possono essere divulgate. Nella pratica quotidiana comunque lo schema sopracitato serva da esempio. Se nel vudù haitiano i vevè vengono tracciati nel centro dell’hounfort (tempio), nelle 21 Divisioni normalmente questi disegni si eseguono direttamente davanti all’altare.

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