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Il Blog di Oroboro

L'Incanto della Gabbia

Gli oggetti che per noi sono di uso comune o gli stessi che non consideriamo, sono gli stessi che un tempo venivano adoperati come amuleti o veri e propri vettori energetici.
 
Dopo la scopa e l'orologio, continuiamo con lo scoprire gli antichi usi trascritti dalla ormai nostra amica Delfina.
 
Proprio lei che in quel tempo era una donna di cultura e parlo del 1886, ha deciso di trascrivere gli usi e le tradizioni dei suoi avi, tramandati di madre in figlia fino ad arrivare a noi.
 
Mi sembra doveroso divulgare alcune pagine visto che, anche se non nella linea genealogica di Delfina, questo libro è arrivato a me.
Oggi parliamo della gabbia, la classica gabbia in cui vi tenevano i poveri uccellini, moda nata nel medioevo con i falconari e approdato fino a noi.
Dellfina narra di una leggenda delle montagne in cui una donna imprigionava il diavolo in una gabbia e da quel giorno le gabbie per tradizione divenirono delle vere e proprie prigioni per i malefici e le svariate energie negative.
 
Ma come al solito trascriviamo la pagina, sicuramente è anche un modo per connetterci con quel tempo; provate ad immaginare lei che scrive illuminata da una lampada a petrolio, sul tavolo della cucina in cui aleggia ancora il profumo della cena appena consumata....
 
"Questa leggenda narra di una donna che per aver figlioli si rivolse all'oscurità. l'oscurità accolsa la sua richiesta ne formulò altra, il primo genito doveva essere consegnato allo spirito che avea concesso cotale favore.La donna accettò, pur di provar solievo e non aver sconforto alcuno e nello stesso tempo gustare la gioia del congiunto che tanto avea sperato in questa novella.Il Giorno arrivò è il primo figliuolo arrivò al mondo, grande festa in casa della donna, ma al compimento della sestina ecco che lo spirito si presentò alla porta della casa."dunque donna, il tempo è giunto dammi il nascituro e potrai averne altri!"
 
Questo disse lo spirito tendendo le braccia che quasi sfioravano il lattante che già era tra le braccia di morfeo."No - disse la donna con voce ferma e decisa - non è tempo, lui dorme e proverebbe terribile timore nel vedervi" - "questo non è affar tuo donna, questo patto non può essere infranto - disse lo spirito " , la donna si fermò a guardare il suo figliolo che beatamente dormiva, guardò lo spirito e disse; " posso mio signore farvi ancora una richiesta?" - lo spirito perplesso rispose: " dimmi donna ma che l'attesa sia corta!!!" - "trasformatevi spirito in qualcosa di più lieto, in tal modo il mio piccolo non avrà paura, potete voi signore?" -  "certo che posso!!! Come osi dubitare del potere mio, signore degli inferi e padrone delle terre oscure!!! E tu che conosci meglio il pargol tuo, dimmi, cosa non lo spaventerebbe dunque?" -
 
"un tenero uccellino, colorato, come quelli che vibran nell'aria la mattina, blu come il cielo e magnifico come solo una divinità poterbbe essere" - lo spirito udita la parola "divinità" esclamò:" e sia donna ma per questo mi darai anche la tua anima che preleverò il giorno giusto! Dunque accetti?" - la donna guardò amorevolmente il piccolo e annuì "si, lo voglio, sia così purchè lui non abbia paura alcuna" - lo spirito si affrettò nel mutare in uno splendido volatile blu, spiccò il volo verso il lettino per prelevare il pargolo ma d'improvviso la donna lo imprigionò in una gabbia con velocità."Come osi piccola e insignificante donna!!!! "  -
 
 la donna rise e disse "questa è la gabbia, la gabbia dell'amore imprigiono al suo interno ogni dolore, rimanga li dentro rimanga per sempre ogni malia ogni serpente! " - lo spirito non riuscì più ne a parlare ne a trasformarsi!Tutte le mattine la donna metteva l'uccellino blu fuori dicendo : " ecco la luce la luce etena con lei nulla si ferma" - la sera ritirava la gabbia e coprendola con un panno nero diceva: "ecco che la fine del giorno è arrivata, copro la gabbia con un telo e dunque tutto custodisco come il gelo.Così per una intera lunazione, l'uccellino alle prime luci dell'alba svanì dopo l'ultimo giorno della luna piena.La donna nello scoprire la gabbia e nel portarla all'esterno disse :" ecco l'ultimo giorno dopo la luna piena, così svanisca ogni mia pena!!!"
 
Lo spirito svanì e con esso il pericolo e i malefici.Mia nonna, dopo averci narrato questa storia davanti ad un camino ci mostrava una piccola gabbia dicendoci che anche noi bambine dovevamo averne una alla maggiore età, lei avrebbe sciolto ogni problema e ogni maleficio.
 
Oggi ho anche io la mia gabbia e all'interno non stipo ogetti o pergamene scritte ma solo pensieri.Ricordati bene tu che leggi, prendi la gabbia in luna nera, metti il pensiero di cui ti vuoi liberare o il problema e fai quello che la donna diveva, resita le stesse parole tenendo a fuoco il problema, esso svanirà il primo giorno dopo la luna piena.
 
Delfina
 
tratto dal sito cittadirama.it

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