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Il Blog di Oroboro

Luoghi di Energia : Giappone,Monte Fuji e Santuari Sacri

« Fra le terre di Kai e quelle di Suruga lambita dalle onde,sta la vetta del Fuji. Gli alti cirri osano appena avvicinarsi, e mai volano fin lassù gli uccelli. Il ghiaccio raggela irosi incendi e il fuoco distrugge la caduta neve. Vano è cercar parole, non v'è un nome/ degno di lui. Che sia/ un misterioso kami»
Molti sono i luoghi ritenuti sacri in Giappone ,sia per la religione Shintoista che per le varie correnti di Buddhismo . Come per molte altre tradizioni nel mondo,anche in Giappone molte vette sono considerate sacre,dimora del Divino e luogo di incontro tra Spiriti e uomini. Il più famoso e certamente più conosciuto nell'immaginario occidentale è Il Monte Fuji (富士山,, Fuji-san) , un vulcano alto 3.776 m ed è la montagna più alta del Giappone. Con la sua cima innevata per 10 mesi all'anno, è uno dei suoi simboli, e gli shintoisti lo considerano sacro al punto da ritenere doveroso almeno un pellegrinaggio sulle sue pendici nella vita.  Monte Fuji si trova a 113 km da Tokio, da dove è visibile quando il cielo è limpido.
Il fatto che il Monte Fuji sia venerato da molte religioni e rappresenti diversi simboli per le varie sette è testimoniato dalla presenza di diversi templi sulle sue pendici: da sempre adorato dalla popolazione aborigena degli Ainu, è sacro alla dea shintoista Sengen-Sam, alla quale è dedicato un santuario sulla sua vetta; dai buddhisti giapponesi è ritenuto il cancello per accedere ad un altro mondo, mentre per la setta dei Fujiko è un’Anima Vivente. 
Oltre al famosissimo Monte Fuji,in Giappone ci sono altre vette  considerate luoghi di potere molto forti,che insieme al monte Fuji,vengono appunto chiamate letre montagne sacre”: il Monte Fuji, appunto, il Monte Tateyama, una delle vette più alte dei Monti Hida, e il Monte Hakusan, un vulcano potenzialmente attivo che si trova al confine tra le prefetture di Gifu, Fukui ed Ishikawa. 
Monte Koya
È considerato uno dei luoghi più sacri del Giappone  ed uno dei maggiori centri monastici del Paese. Fondato 12 secoli fa dal monaco Kukai (空海, 774835), conosciuto anche come Kōbō-Daishi (弘法大師), è diventato col tempo il principale centro per lo studio e la pratica del Buddhismo Esoterico e sede della setta del Buddhismo Shingon .Il Kōya-san ospita una grande area sacra (壇場伽藍, Danjō Garan), un complesso di templi buddhisti e santuari. L’area di Oku-no-In (奥の院) è circondata da una fitta foresta di cedri, ed è sede di un vasto cimitero,con molti mausolei,tra cui quello di Kūkai, e un monumento ai caduti nella seconda guerra mondiale. Nel 2004 l'area sacra del Monte Kōya, insieme ad altri due siti della penisola di Kii, è stata dichiarata dall'Unesco,Patrimonio dell'umanità . 
 
I templi di Kumano Sanzan, dove credo shintoista e buddhista si incontrano e si fondono.
I pellegrini e gli stessi imperatori del Giappone per secoli hanno seguito il sentiero tra i monti che porta a questi importanti centri religiosi, ora patrimonio dell’umanità, allo scopo di avvicinarsi il più possibile agli dei e l’ imponente cascata Nachi che in sè ha del divino secondo il credo shintoista, fa comprendere perchè proprio li sia stato edificato un santuario.
 
Fushimi Inari Taisha poco distante da Kyoto, è il santuario principale in cui si venera il dio Inari (dio della fertilità, del riso, dell’agricoltura, dell’industria). Popolarissimo in tutto il Giappone, i suoi santuari sono tutti caratterizzati dalla presenza di uno o più  torii vermigli e da statue di volpi  (kitsune) sue messaggere.  Fushimi Inari offre uno spettacolo unico: torii rossi donati nel corso dei secoli da famiglie o aziende, che formano una galleria di 4 Km sotto la quale passare per arrivare al santuario.

 L’Isola di Miyajima
e il santuario Itsukushima
patrimonio dell’umanità e Tesoro Nazionale, dedicato alle tre divinità figlie di Susanoo-no-Mikoto dio dei mari e delle tempeste e fratello della dea del Sole Amaterasu (secondo il mito diretta antenata e nume tutelare della Casa Imperiale). Poichè l’isola stessa anticamente era considerata sacra, per mantenerne  intatta la  purezza, nessun visitatore era ammesso a mettere piede a Miyajima quindi per permettere ai pellegrini di venerare le divinità del santuario, questo venne dotato di una sorta di pontile sull’acqua. Il torii rosso che segna l’ingresso al santuario fu costruito anch’esso sul mare. I pellegrini dovevano far passare la loro imbarcazione sotto il torii e procedere verso il pontile per accedere al complesso. Al momento dell’alta marea il torii e il santuario sembrano davvero galleggiare sul mare.
 
Torii,la Sacra Porta
Chiunque, in Giappone, si sia recato a visitare un tempio, avrà sicuramente notato gli archi, spesso di legno e colorati di rosso, che segnano l’entrata dei luoghi sacri: sono i torii, le porte sacre.I torii sono porte che separano la zona profana dalla zona sacra del tempio. Segnano l’ingresso nell’area del santuario e il passarci sotto è un modo per purificare l’anima, passo necessario per poter pregare i kami (gli spiriti) ospitati nel tempio.C’è mistero sulla loro origine e sulla loro funzione. Sulla loro provenienza esistono varie ipotesi: quella principale li fa risalire alle porte, chiamate torana, esistenti in India e usati nei templi induisti.
 
I torana sarebbero stati poi adottati dal buddismo che l’avrebbe portato quindi in Giappone. Altri studiosi, invece, propendono per una origine coreana o cinese. Comunque, in ogni caso, sembra che i torii non siano un elemento autoctono, ma il loro utilizzo sarebbe stato portato nel paese dall’esterno, in un periodo molto antico.La mitologia giapponese collega i torii al mito di Amaterasu, ma questa associazione, che intenderebbe dare un’origine indigena dei torii, è ritenuta poco credibile.
 
Anche sull’origine del nome, non c’è chiarezza: molti collegano il nome torii al vocabolo giapponese “Tori” (uccello) e quindi, in origine, il torii sarebbe stato un enorme trespolo per gli uccelli che, secondo lo scintoismo, sono messaggeri degli dei. Altra ipotesi lo fa derivare dal termine nipponico “tori-iru” (entrare).Come abbiamo detto i torii si trovano all’entrata dei luoghi sacri (templi, tombe) e non sempre da soli, ma in gruppi di tre o anche più. Nel grande tempio dedicato al dio della fertilità, o del riso, Inari, a Fushimi, ci sono,addirittura migliaia di torii che, messi uno dietro l’altro, formano un tunnel che il pellegrino deve attraversare, purificandosi, per raggiungere la parte più sacra del tempio.

 Altro torii famoso, e usato spesso per attirare turisti in Giappone, è la porta che è posta davanti al tempio scintoista di Itsukushima posto sull’isola di Miyajima. La porta sacra, notevole anche dal punto di vista visivo, è posto in modo tale da essere circondato dal mare in occasione dell’alta marea facendolo sembrare sospeso sull’acqua.Queste particolari strutture, non si trovano solo davanti a templi, ma indicano anche l’accesso alle tombe imperiali come quella davanti alla tomba dell’Imperatore Showa (Hirohito). Non possiamo poi non citare il grande torii presente sulla strada che porta al santuario dedicato all’Imperatore Meiji a Tokyo.
 
Dal punto di vista architettonico, i torii, sono abbastanza semplici; due pali piantati per terra collegati, all’estremità superiore da uno o due travi che possono essere di sezione circolare o quadrata. Ce ne sono di vari stili (vedi immagine nell’articolo); di solito sono di colore rosso e il materiale usato è il legno. I torii più moderni possono essere fatti anche d’acciaio o di cemento.
Comunque, indipendentemente dallo stile, dal colore e dal materiale, le porte sacre costituiscono, il loro significato e simbolismo sono potenti e complessi,indubbiamente, uno degli elementi di maggior fascino della cultura del Giappone.

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