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Lammas Lughnasadh e il sacrificio del Grano

Lughnasadh è anche chiamata "Lammas", nome gaelico che deriva da "loaf-mass" ovvero: "massa di pani". Lammas e Lughnasadh sono due celebrazioni diverse, che vengono da parti diverse del Nord Europa, ma sono estremamente simili per quanto riguarda la ritualizzazione del grano e del suo "Spirito".
 
 
In tutta Europa, e quindi anche in Italia, il primo agosto viene festeggiato come il "giorno del pane" e possiamo vedere molto degli antichi culti rurali nelle odierne sagre paesane.
Solo per citare qualche festa in Italia: 
 
Sagra della spiga, Gangi (PA)
Sagra del pane, Ramacca (CT)
Sagra del pane condito, Aci Castello (CT)
Sagra del pane caldo, Olivieri (ME)
Sagra della pasta fresca, Venetico (ME)
Sagra del "pane cauru", Militello Rosmarino (ME)
Sagra "du pani cunzatu", Piraino (ME)
Sagra della pizza e della focaccia, Buscemi (SR)
Sagra del pane e dello sfincione, Ficarazzi (PA)
Sagra del grano duro, S. Caterina Villarmosa (CL)
Festa del pane, Corciano (PG) 
 
Lughnasadh: rituali di vita e di morte.
Questa festa è legata al tema di morte e rinascita. Ci ricorda che tutte le cose nascono e muoiono per poi rinascere. Oggi la Ruota dell'Anno è al culmine della fertilità, ma è anche il momento in cui comincia un processo di lento declino. 
 
La Vita
Una delle tante tradizioni legate al giorno di Lughnasadh è il matrimonio. Infatti “Lughnasadh” significa letteralmente “le nozze di Lugh”. In Irlanda i matrimoni erano celebrati solo in questa data e si preparavano banchetti appositi a base di carni, frutta di stagione, mirtilli*, tanto pane, cipolle e soprattutto birra. Le decorazioni erano fatte con le spighe di orzo e grano, trecce di aglio e cipolle e c'erano pannocchie ovunque.
 
Secondo alcune tradizioni il giorno prima di Lughnasadh si costruivano delle capanne ricoperte di fiori dove la coppia avrebbe dormito la notte prima di sposarsi.
 
Nel giorno del matrimonio gli sposi dovevano fare particolari danze rituali prima dell'Hand Fasting e subito dopo dovevano saltare un falò. (Nota: A Lughnasadh si praticava la raccolta dei mirtilli a scopo divinatorio: se i mirtilli erano abbondanti il raccolto sarebbe stato altrettanto generoso.) 

La morte della Dea e il culto del ciclo vitale.
Nella mitologia greco-romana Demetra e sua figlia Persefone stavano raccogliendo papaveri in un campo di grano, quando Ade emerse dagli inferi e rapì Persefone. Demetra, disperata, la cercò notte e giorno, finché non seppe che il ratto di sua figlia aveva la benedizione di Zeus. Demetra chiese ad Ade di liberare sua figlia, ma questi gli rispose che non poteva più farlo, poiché Persefone aveva mangiato il cibo degli inferi: un melograno. A quel punto Demetra si esiliò fra gli uomini insegnando la coltura del grano. Purtroppo il suo allontanamento provocò grandi carestie e Zeus decretò allora che Persefone lasciasse l’Ade per sei mesi, dalla primavera fino all’estate, e che vi tornasse nel periodo della semina.
 
Demetra (la Terra coltivata) e Persefone (il seme che muore ciclicamente per poi tornare in vita come pianta) simboleggiano il ciclo vitale in sé. Questo mito è anche al centro dei Misteri Eleusini : gli eterni ritorni attraverso i quali si può raggiungere il livello più alto dell’anima. [
 
Una nota sul Papavero
Fu proprio un infuso di papavero che la Dea Demetra bevve per avere un po’ di riposo durante la ricerca di sua figlia. Ed è un fiore a lei sacro. Viene anche offerto a Morfeo, per il suo potere narcotico.Nel simbolismo eleusino il papavero rappresenta l’oblio del tempo che trascorre dalla morte alla successiva rinascita. Insomma il fiore dell’attesa della reincarnazione.
 
Leggende
La Vecchia e la Fanciulla del Grano
«Uno dei più importanti eventi dell’anno agrario nell’antica Europa era ed è ancora il raccolto del grano. Risalente all’Età Neolitica, la coltivazione dei cereali ha letteralmente plasmato tutte le civiltà europee e mediterranee: la farina e il pane erano la vita per le antiche popolazioni.La mitologia più antica narrò di due entità femminili, madre e figlia, che rappresentavano forse il raccolto maturo e il futuro raccolto da seminare, entrambe simboleggiate dall’ultimo covone mietuto, quasi a raffigurare la loro somiglianza e identità. Il folklore europeo ne parlò come la Vecchia del Grano, il vecchio spirito o la vecchia divinità che moriva al momento del raccolto per incarnarsi nella Fanciulla del Grano, raffigurata come una bambola formata con le spighe dell’ultimo covone e conservata come un talismano per tutto l’anno. In epoche precristiane queste due figure venivano chiamate Demetra e Persefone, o Cerere e Proserpina.»[Tratto da "Feste Pagane" di Roberto Fattore]
 
 Una leggenda irlandese
«Le origini della festa di Lughnasadh – secondo la mitologia irlandese – sono collegate, però, non tanto a Lugh quanto alla sua madre adottiva Tailtiu, la quale si affaticò per preparare le pianure irlandesi all’agricoltura e così morì, dopo aver chiesto che la pianura diventasse la sua tomba.
 
Lugh ordinò che gli uomini di Irlanda tenessero una festa annuale all’anniversario della sua morte, istituendo i giochi funebri in suo onore. La tradizione dei giochi funerari ha paralleli in molte culture, basti pensare le cerimonie funebri dei guerrieri morti ricordate nell’Iliade. Il vero scopo della festa è il raduno delle popolazioni al momento del raccolto sulle terre coltivate, terre che costituiscono il corpo materiale della Dea della Terra. Gli stessi raccolti sono essi stessi parte del corpo della Madre Terra.»[Tratto da "Feste Pagane" di Roberto Fattore]
 
Ricetta di Lughnasadh
Pane ai semi di papavero
Ingredienti per 4 persone:
100 gr di farina integrale di frumento
100 gr di farina di segale
100 gr di farina d'orzo
100 gr di farina d'avena
50 gr di lievito di birra
100 gr di burro
2 cucchiai di miele
4 cucchiai di semi di papavero
700 ml di latte intero
 sale e pepe qb 
 
Sbriciolare il lievito e scioglierlo in una terrina con il latte caldo e il miele. Poi aggiungere burro, semi di papavero, sale e pepe abbondante e mescolare bene. Aggiungere le varie farine e impastare. Con l'impasto finito fare una palla e metterla in una terrina pulita. Coprire e lasciar lievitare per 30 minuti. Poi riprendere l'impasto e lavorarlo ancora per 10 minuti. Successivamente fare dei panini e disporli sulla teglia da forno unta. Lasciar lievitare ancora un'ora, poi cuocere nel forno già caldo a 150° per circa 20 minuti.   
 
Monica Casalini
Tratto dal sito riflessioni.it

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