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Il Blog di Oroboro

La Dea Morrigan e le profezie della Morrigan

Morriigan4La triplice dea irlandese Morrigan era composta da tre persone: la vergine Ana, dea della fertilità; la madre Babd, colei che fa bollire materia nel calderone che perpetuamente produce vita; e la dea del tempo Macha l'anziana, la grande dea dei fantasmi o Madre della morte. Per cui non dovete stupirvi se la Morrigan appare prima come una donna combattiva e guerriera e poi come una dolce fata, madre e consigliera...sono solo alcuni dei suoi aspetti:

La Dea Vecchia, dà e toglie la vita. Antichissima dea delle popolazioni pre-celtiche di Irlanda. E' la dea della Terra e del Cielo, della Luna e del Sole, controlla l'avvicendarsi delle stagioni e gli agenti atmosferici. i Gallesi la chiamano Cailleach o Morrigan (le due Dee spesso si confondono e sovrappongono,probabilmente sono la stessa entità), Porta divina, il passaggio attraverso il quale raggiungere l'OIWE', Dea del calderone della saggezza . La suprema regina e dea dei Tuatha de Danann. Dea della guerra, regina dei demoni, sposa di Dagda, madre di Brigit e Cecnè, aiuta Medb a uccidere Cu Chulainn. Si trasforma soprattutto in corvo e cornacchia e annuncia la vittoria o la disfatta di una delle parti. Il nome nasconde in realtà una trinità divina: Macha, Badb e Nemain, tutte e tre dee guerriere temutissime dai nemici dei Tuatha. Macha come dea della guerra e della fertilità è raffigurata con l'aspetto di un corvo. Badb, dea dell'acqua, il suo pozzo sacro è una fonte di conoscenza infinita. Nemain, dea della guerra e delle battaglie.
 
 
Cailleac
Viene inserita anche in un’altra triade “Brigid-Dana-Morrigan”. Il significato del nome “Morrigan” in irlandese significa “Grande Regina”, dalla parola Mor (grande) e Rion (regina) anche se a questo nome si attribuiscono una miriade di altri significati come quello di “regina fantasma”, “regina delle acque” (il rapporto donna-acqua è archetipico ed è presente in tutte le religioni. Le entità divine femminili sono strettamente legate con acque che purificano, risanano, fertilizzano, ecc, collegate anche alla figura della lavandaia. Come simbolo acquatico viene anche risaltata la figura del serpente: le anguane, antiche divinità delle polle, derivano dalla parola latina anguis che significa serpente), “Dea suprema della guerra”, “regina degli spettri”, “lavandaia al guado” ecc... Morrigan in effetti è un’altro nome assegnato per nominare la Dea Madre. Lei rappresenta un ciclo, o meglio sarebbe dire la metà di un ciclo. Morrigan costituirebbe l’aspetto misterico ed iniziatico della strega, non a caso una delle funzioni di Morrigan era rapire i bambini piccoli e portarli nel suo mondo per crescerli in modo che tornassero trasformati in grandi cavalieri, cioè li preparava, cosi come una sacerdotessa inizia al suo discepolo.
 
Se analizziamo superficialmente la ruota dell’anno, troveremo due grandi sabba, i basilari se vogliamo dividere tutto in una dualità: Beltane (inizio della primavera - stagione calda - luce) e Samhain (inizio dell’inverno - stagione fredda - oscurità), bene, Dana e Morrigan s’inseriscono in questo contesto prendendo parte e dominio su uno dei due periodi: Dana governa e presiede il periodo di tempo che va da Beltane a Samhain e Morrigan quello che va da Samhain a Beltane. Morrigan è una Dea che si contraddistingue per poter mutar forma e trasformarsi in diversi animali. Il principale è il corvo. La testimonianza della Dea uccello si riscontra nell’età del bronzo, capace di mediare fra la terra e il cielo.
 
Morrigan raven
Il corvo al contrario di quello che si pensa non porta morte,ma mangia e trasforma i corpi dei cadaveri. I corvi si ritrovano presso la religione celtica, anche nella saga di re Artù, come simbolo di saggezza, ma anche di virtù guerriere. Nel ciclo arturiano Morgana ha tante affinità con la Dea Morrigan, è una maga, la grande sacerdotessa dell’isola delle mele (Il simbolismo della mela è direttamente relazionato alla Dea. É il frutto che la rappresenta, principalmente per la stella a cinque punte che si forma con i semi quando viene tagliata trasversalmente) meglio nota come “Avalon”.
 
Morgana viene anche chiamata la Dama del Lago (ricorda il significato di Regina delle acque attribuito a Morrigan). Era la più bella di nove (Numero della Dea) sorelle che vivevano tutte in quell’isola. Il rapporto che ha con Artù è totale: è sia sorella, che amante, che madre del suo figlio e futuro assassino. Tornando un’altra volta alla ruota dell’anno, la si può identificare come sorella con Brigid, amante con Dana e Morrigan (identificando rispettivamente ad Artù con il re quercia ed il re agrifoglio) e come madre con il suo figlio Mordred (Il cui significato è “Dardo degli Elfi”). Nel diario arturiano di Caitlin e Jhon Mattews, Lancillotto soffre nelle mani di Morgana nella valle di non ritorno, dove deve affrontare prove e nemici nella forma di dragoni e cavalieri spettrali, una parete di fuoco ed un cavaliere gigante con un’ascia. Questo ci ricorda la funzione di Morrigan come allevatrice dei guerrieri e le tre iniziazioni nella Stregoneria (neofita-iniziata-sacerdotessa), senza scordare che Lancillotto fu il più grande cavaliere del regno di Artù.
 
Morrigan 3Quando il regno di Artù è in declino e Artù non ha eredi palesi, allora Morgana contatta un terzo, Accolon di Galles, al quale, dopo essere divenuto il suo amante, affida la missione di uccidere Artù e succedergli al trono, cosi come la Dea richiede ogni anno a samhain la morte del re vecchio per la nascita del re nuovo. A fallire nella missione e rimanere ucciso, è il figlio di Morgana, Mordred, che uccide il padre, ma rimane anche egli ucciso. É da notare che mai Lancillotto prese il potere del regno, essendo il più capace per farlo, e questo è da interpretare col fatto che lui non si unì mai a Morgana, anche se lei lo desiderava, e per questo non era degno di detenere il potere del regno. Ma Morgana non fu mai cattiva ne nemica di Artù, cercò solo di far compiere il ciclo che si doveva compiere e questo lo possiamo vedere alla fine della leggenda dove Morgana stessa trasporta Artù all’isola di Avalon per guarirlo (o resuscitarlo) e si dice che fino ad oggi lui viva eterno in quest’isola. Come vediamo c’è un’altra palese relazione con Morrigan, che scende nel campo di battaglia per prendere le anime dei guerrieri e portarli con lei.

Nella mitologia irlandese, un'orribile megera rappresenta la dea
sovrana del mondo fatato nella sua ricerca del
giusto erede e re. Tramite lei, il re si
unisce alla terra. Quando la megera si
accoppia al giusto erede, si trasforma
in una bellissima fanciulla elfica per indicare la sovranità dell'uomo.
Nei racconti tradizionali irlandesi e scozzesi, la
megera mette al mondo valli e montagne,
pietre e colline e le varie creature che popolano la terra di mezzo.
Mette alla prova e dà inizio ai giusti cambiamenti.

La potente megera è uno dei tre aspetti della Triplice Dea Madre, la dea sovrana della terra. Tradizionalmente vecchia eppure senza età, il suo aspetto terrificante mette alla prova la prontezza dei re e degli eroi. Nei canti elfici, incanta i suoi eroi "scelti" con poteri magici e confonde e perseguita chiunque respinga le sue avance.
I re del Piccolo Popolo venivano scelti a seconda di come si avvicinavano alla dea. La leggenda narra che il regno degli Ui Néill, discendenti di Niall, venne creato con la benedizione della dea della sovranità, la megera. Niall e i suoi quattro fratelli erano a caccia nella foresta quando vennero sopraffatti dalla sete. Uno dopo l'altro, raggiunsero una pozza d'acqua a guardia della quale c'era un'orribile vecchia. Questa offrì a ciascuno un sorso d'acqua in cambio di un bacio e tutti fuggirono spaventati dal suo aspetto osceno, eccetto Niall. Il ragazzo baciò la megera e fece l'amore con lei. Mentre si baciavano, la megera divenne la più bella delle fanciulle, il volto radioso come il sole... la dea della sovranità in persona.
 
Cailleac.1Anche i racconti tradizionali irlandesi, gallesi e scozzesi sono ricchi di storie sulla megera, la "Madre della Montagna", la "Grande Vecchia", o la Cailleach, in lingua gaelica. Attraversando la terra, la megera "lascia cadere dalle sue gonne" i paesaggi naturali e le creature della terra.In Irlanda, molte storie raccontano di megere benevole, oppure odiose, di megere in pericolo salvate da santi, e di streghe che si tramutano in lepri e si trasformano di nuovo in vecchie vicine di casa quando vengono sorprese a mungere le mucche!Un altro aspetto del carattere della Morrigan riguarda il suo ruolo di profetessa.Nel corso della guerra tra il Connacht e l’Ulster ,ella avverte il Toro Bruno di Cuailnge del destino che lo aspetta.Dopo il suo accoppiamento con il Daghda ,la Morrigan consiglia il dio su come comportarsi con i Femori ,i nemici dei Tuatha De’ Danann.Come la Badbh , la Morrigan appare come “Lavandaia al Guado”,figura del destino che predice la morte dei guerrieri ,lavandone le armi e le armature nel fiume.Il Daghda incontra la Morrigan in questa veste ,nel giorno di Samhain ,ed e’ in tale occasione che si unisce ritualmente a lei.
 
 
Morrigan 2"Quando gli uomini vanno in guerra, non ci vanno da soli.
In alto fanno cerchio i corvi, che sfrecciano nel cielo e gridano l'anticipazione del banchetto che verrà.
La signora dei corvi è la Morrigan, triplice dea della guerra, della morte e del massacro.
Si muove velocemente nel vento e nella sua voce si ode il fruscio di migliaia di ali nere.
Ella ha visto mille battaglie, ha udito i lamenti di morte di mille migliaia di uomini.
I suoi capelli sono neri come le loro piume, i suoi occhi sono neri come la notte e ardono d'un fuoco terribile, il suo portamento fiero e orgoglioso.
Al termine di una battaglia la dea sotto forma di corvo guarda i corpi dilaniati che vengono ammucchiati davanti a lei.
Rimira le teste dei perdenti infilate sulle lunghe picche disposte in cerchio dai vincitori.
Quei macabri trofei (detti pennoni di Macha) sono il tributo più apprezzato da Morrigan.
I corvi beccano gli occhi di quei morti e Morrigan sorride.
Poi si leva in volo, a recar la notizia ai parenti dei defunti.
Le loro grida e il loro pianto la riempiono di felicità.
I corvi gracchiano, facendo eco alle risa di Morrigan. "

I cicli irlandesi ce la tramandano come una delle più importanti divinità dei Tuatha de Danann , la quale soprintendeva al benessere ma soprattutto ai conflitti di questo popolo fatato contro i Fir Bholg e i Fomori per il possesso della terra d’Irlanda.
I bardi raccontavano che allo scorrere del sangue sul campo di battaglia la Morrigan veniva chiamata Macha. Al termine di una battaglia la Dea assumeva le sembianze di un rapace, solitamente un corvo o una cornacchia di colore nero e trovando riparo su qualche ramo avvizzito guardava i corpi dilaniati dei soldati che venivano ammucchiati davanti a Lei.
 
corvo Morrigan 2
Solo chi apparteneva alla fiera stirpe fatata dei Danann veniva sepolto con tutti gli onori, i corpi dei nemici erano amputati e venivano impiegati come offerta votiva alla Dea. Si impalavano le teste sulle lance che venivano chiamati “i Pennoni di Macha”, ammonimento a tutti i nemici, come ci raccontano i cronisti a proposito della Battaglia di Almu presso Kildare.
La Babd invece appariva ai soldati il giorno prima della battaglia in forma di donna gigantesca. La sua apparizione avveniva nei pressi di un corso d’acqua e la si poteva scorgere intenta a fare il bucato in un mesto silenzio, per questo era nota con il nome di “Lavandaia al Guado”.
Le vesti che strofinava non erano le sue bensì quelle dei soldati che si apprestavano a combattere che tremavano all’idea di una simile visione mentre attraversavano un fiume poiché era segno di morte imminente.
L’ultima emanazione della Triplice Morrigan è la Nèmain, la più misteriosa delle tre.
Fu Lei a ideare l’arte del lamento funebre poiché Colei che amava la guerra doveva sì amare anche la morte. I lamenti rituali accompagnavano le anime dei soldati caduti in battaglia verso la loro eterna dimora. Si racconta che fossero i corvi della Morrigan a intonarli. Ogni qualvolta che i corvi gracchiavano sui corpi dei caduti, nella valle echeggiava la voce della Morrigan.
 
morrigan 1Terribilmente temuta eppure tenuta nel massimo rispetto, la Morrigan impiegava la sua forza sovraumana per volgere le sorti della battaglia in favore dei suoi protetti. Contro i Fir Bholg durante la Battaglia di Magh Tuiredh scagliò tempeste di fuoco, grandine, rane e torrenti di sangue che tramutarono il terreno in un rosso inferno di fango. Con Lei al fianco il “Popolo della Dea” ottenne non solo la vittoria, bensì l’Irlanda.


Il Mito: la Guerra vinta dall’Amore

Un famoso mito tramandato dal Ciclo dell’Ulster ci fa riflettere sulla particolare commistione di aspetti che ritroviamo nella Morrigan, in quanto caratterizzata da tratti guerreschi di morte ma anche da un profondo simbolismo sessuale: si tratta del mito di Cù Chulainn.
L’eroe incontra la Dea che innamoratasi di lui, sotto forma di bellissima fanciulla gli confessa il suo amore. Egli la respinge ed Ella per vendicarsi lo assale trasformandosi successivamente in anguilla, in lupo e in una giovenca rossa e senza corna. L’eroe riesce però a sconfiggerla e quando è ormai stremato Ella gli appare come una vecchia che munge una vacca. Quando la donna gli dà da bere Cù Chulainn la benedice ed la Dea guarisce dalle ferite infertegli dall’eroe.
In effetti sono molteplici gli episodi che riguardano la Morrigan e questo eroe. In una di queste storie Cù Chulainn viene nominato ufficialmente guerriero, ma dopo aver ricevuto l’offerta di aiuto dalla Dea Morrigan, egli rifiuta sdegnosamente. Irata con l’eroe la Dea decide di punire la sua arroganza e la sua supponenza sicchè la notte precedente una battaglia, l’eroe viene svegliato da un improvviso clangore di armi e di folle. Cù Chulainn così com’è nudo e ancora assonnato si precipita fuori dalla sua tenda, balza sul suo carro ma non sa dove dirigersi. In quel momento gli appare un carro trainato da un cavallo rosso a tre zampe, con accanto un uomo a piedi con un forcone e sul carro una splendida donna coperta da un mantello purpureo che lasciava alla luce della luna alcune ciocche color fuoco. L’erore chiede agli sconosciuti la loro vera identità ma loro si divertono nel prenderlo in giro con difficili indovinelli. Nel momento in cui si rende conto dell’assurdità della situazione tutto scompare, rimane solo la donna che ridendo fragorosamente si tramuta in un gigantesco uccello nero e vola lontano. L’eroe comprende che la Dea gli aveva appena dimostrato che si era comportato da sciocco.
In un altro racconto la Morrigan si accoppia ritualmente con il progenitore divino, il Daghda, stando a cavalcioni di un fiume con un piede su entrambe le sponde. In questo caso la Dea incarna la Fertilità che si accoppia al dio protettore della tribù nella notte di Samhain, che rimane comunque la festa dedicata al mondo del mistero e agli antenati ed è quindi profondamente connessa al tema della Morte.
Il ruolo sessuale/materno è ribadito dal toponimo irlandese “le Mammelle della Morrigan”.

Il Corvo, nero totem della Dea
 
Ravens Morrigan
Utile mi sembra accennare brevemente all’animale totem della Triade di cui ho parlato: il Corvo.
Spesso il Corvo (corvus corax) e la Cornacchia (corvus cornix) vengono confusi a causa della loro somiglianza, ma sia biologicamente che dal punto di vista dei naturali poteri magici sono due creature che presentano lievi differenze. Gli Inuit venerano la cornacchia come portatrice di luce e non la feriscono mai per paura di perdere questo prezioso dono. Anche i Cinesi onorano una cornacchia del sole a tre zampe. Spesso il corvo è il totem di molte tribù o clan dei Veri Abitanti delle Americhe, come i Tlingit, i Niska, gli Haida, i Seneca…
A questi animali si attribuisce solitamente il potere della metamorfosi e come anche al colore nero, i Nativi d’America identificano la cornacchia con il Grande Mistero, l’abisso da cui emerge ogni cosa. Alcune tribù invece ne temono i poteri e insultano questi animali più che riverirli, mettendo gli stranieri in guardia da essi.
 
corvo Morrigan2
Poiché mangiatori di carogne, questi animali facevano parte della cosmologia indigena americana come quella europea, in quanto la decontaminazione era considerata una parte necessaria della purificazione e della pulizia perché portava equilibrio nella natura.
Per i Romani la cornacchia era una guardiana e in origine era bianca. Apollo la inviò a controllare Coronide (con la quale aveva generato Asclepio), che nel frattempo lo aveva tradito con un mortale e per questo era stata trafitta dal Dio. Le bianche piume della cornacchia per tale delazione furono fatte diventare nere secondo il mito.
Per quanto riguarda le magiche corrispondenze la direzione a cui si ricollegano le energie di questi animali è il Nord e gli elementi sono l’Aria e la Terra.
I tratti che le caratterizzano sono l’intelligenze, il discernimento e l’abilità tecnica nell’uso dei manufatti.
Questo animale può essere paragonato al simbolo del tao perché è sia malevolo che benevole, sia creatore che distruttore esattamente come l’archetipo della Dea di cui è il più importante totem.
È l’animale della magia e del mistero per eccellenza, ma è anche una guida per chi si perde nella notte.
E’ l’animale della preveggenza, concede il dono della vista, l’astuzia per affrontare le avversità. Alchemicamente parlando il corvo è nero, il colore dell'inizio, e rappresenta semplicemente l'oscurità di ciò che non si conosce ancora.
 
corvo Morrigan
Proprio per questo, se il corvo appare nei nostri sogni o se compare in circostanze particolari, può soprattutto essere inteso come un segno che una piccola porticina del mondo magico è stata aperta e che siamo pronti per un mutamento verso l'alto. I corvi rappresentano ovviamente i messaggeri della Dea Morrigan.
 
 
 
 
 
 
                                 Le profezie della Morrigan
 
Appena la seconda battaglia di Mag Tuired ebbe fine e furono eliminati i cadaveri, la Mórrígan figlia di Ernmass si recò sulle alture regali di Ériu e fra le schiere dei síde, andò ai laghi più importanti e alle foci dei fiumi per raccontare del grande scontro eannunciare la vittoria delle Túatha Dé Danann.

Fu così che la Badb narrò le alte imprese che erano state compiute.


Prima Profezia.

Le domandarono: — Che storia hai per noi?
Ed essa cantò:
Pace fino al cielo.
Cielo giù sulla terra.
Terra sotto il cielo.
Forza in ognuno.
Una tazza ricolma
piena di miele;
idromele in abbondanza.
Estate nell'inverno,
la lancia sullo scudo;
lo scudo sul pugno.
Un possente accampamento:
il lamento è bandito.
Il vello dalle pecore;
bosco in rigoglio;
corna del bestiame:
recinto sulla terra.
Fronde sugli alberi:
un ramo si piega
pesante per la crescita.
Salute a un figlio,
figlio sulle spalle,
collo del toro,
toro da macello.
Groviglio di alberi,
legna per il fuoco.
Fuoco desiderato.
Un masso sul terreno,
muggiti dalle mucche
il Bóann nel suo corso.
Corso assai lungo,
alla foce l'azzurra corrente in primavera,
in autunno matura il grano.
Sostegno alla terra:
terra con coste taglienti;
Forza eterna ai boschi
durevoli e vasti.
Che storia hai per noi?
Pace fino al cielo.

Seconda Profezia.

Poi la Mórrígan profetizzò la fine del mondo e predisse tutti i mali che sarebbero sopraggiunti e tutte le malattie e tutte le vendette. E innalzò questo canto:

Vedrò un mondo
che non mi sarà caro:
estate senza fiori,
mucche senza latte,
donne senza pudore,
uomini senza valore,
conquiste senza un re...

Boschi senza alberi,
mari senza frutto...

Iniqui giudizi degli anziani,
falsi precedenti dei giudici.
Ogni uomo un traditore,
ogni giovane un ladro.
Il figlio entrerà nel letto del padre,
il padre entrerà nel letto del figlio,
ognuno sarà cognato di suo fratello...

Un'età empia.
Il figlio tradirà suo padre,
la figlia tradirà sua madre...
 
 
 
Tratto da triskel forum celtico

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