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L'Albero Cosmico :Yggdrasil axis mundi

albero della vita
Quindi parlò Gangleri:  «Dove si trova la residenza principale o più sacra per gli dèi?»
Rispose Hár:  «Si trova presso il frassino di Yggdrasill. Là gli dèi devono tenere il loro consiglio ogni giorno».
Quindi parlò Gangleri: «Cosa c'è da dire di questo luogo?»
Allora disse Jafnhár: «Il frassino è di tutti gli alberi il più grande e il migliore; i suoi rami si allungano per tutto il mondo, fin sopra il cielo. »
Snorri Sturluson:
 
I nove mondi sono sorretti dal frassino Yggdrasill, alto tronco lambito da limpide acque. Yggdrasill è il più imponente e il migliore degli alberi. I suoi rami si stendono su tutto il mondo e coprono il cielo. Da essi cadono sulla terra, come gocce di rugiada, stille di miele di cui si nutrono le api. Tre radici reggono l'albero e si diramano estendendosi in tre diverse direzioni.La prima radice si cala negli abissi più profondi; alcuni dicono arrivi in Helheimr, il regno dei morti, altri che si allunghi invece in Niflheimr, da cui giungerebbe infine alla fonte di Hvergelmir. Sotto questa radice si trova il serpente Níðhǫggr e insieme a lui vi sono così tanti serpenti che nessuna lingua può contarli.La seconda radice si spinge invece verso Jǫtunheimr, la terra dove abitano i giganti, e arriva alla fonte di Mímisbrunnr. Qui stanno celate sapienza e conoscenza e colui che possiede il pozzo si chiama Mímir. Egli è pieno di saggezza poiché attinge alla sorgente con il corno Gjallarhorn. A quella fonte si recò Óðinn e chiese di bere un sorso d'acqua tratta dal pozzo, ma dovette lasciare in pegno il suo occhio.La terza radice va verso il Miðgarðr, il mondo affidato agli esseri umani, e giunge alla sacra fonte di Urðarbrunnr, nel luogo dove gli Æsir tengono consiglio ogni giorno. Sotto il frassino, davanti a quella fonte, c'è una magnifica dimora e in essa vivono le Nornir, le tre fanciulle che stabiliscono il destino degli uomini: esse hanno nome Urðr, Verðandi e Skulld. In quella fonte, inoltre, vivono due cigni: da essi è venuta tutta la razza di questi uccelli.
 
celtic tree Yggdrasill
GLI ANIMALI CHE DIMORANO SUL GRANDE FRASSINO
 
Molto c'è ancora da dire intorno al frassino Yggdrasill. Un'aquila è appollaiata sui rami dell'albero e possiede molta saggezza: nel mezzo degli occhi le sta un falco che si chiama Veðrfǫlnir. Sotto la radice del frassino che si protende nel Niflheimr si trovano orribili serpenti, più di quanti immaginino gli stolti: Góinn e Móinn (figli di Grafvitnir), Grábakr e Grafvǫlluðr, Ófnir e Sváfnir. Ma il più temibile è Níðhǫggr. Tutti questi mostri rodono incessantemente la radice del frassino. Uno scoiattolo che si chiama Ratatoskr corre su e giù lungo il tronco del frassino e riferisce doverosamente gli insulti che si scambiano tra loro l'aquila con il serpente.
Quattro cervi saltano tra i rami del frassino e ne mordono le foglie acuminate. Essi si chiamano Dáinn e Dvalinn, Duneyrr e Duraþrór.
A causa di tutte queste creature che vivono tra le radici e tra i rami del frassino (i serpenti, i quattro cervi, lo scoiattolo e i due rapaci), Yggdrasill seccherebbe e marcirebbe, se le Nornir che abitano presso Urðarbrunnr non attingessero ogni giorno acqua dalla sorgente e versassero quell'argilla sul frassino e la spalmassero sul tronco e sui rami dell'albero.
 
albero vita YggdrasillGLI ALTRI ALBERI COSMICI
Oltre al frassino Yggdrasill, i sapienti conoscono i nomi di altri due importanti alberi: l'uno è chiamato Léraðr, l'altro Mímameiðr.
Delle foglie del Læraðr (o Léraðr) si nutrono il cervo Eikþyrnir e la capra Heiðrún. Il cervo si trova nella Valhǫll: dalle sue corna scendono gocce così grandi che vanno a formare, negli abissi del mondo, il pozzo di Hvergelmir, da cui hanno poi origine tutti i fiumi che scorrono per l'universo. La capra si trova invece sul tetto della Valhǫll e da lì bruca agevolmente le foglie dell'albero; dalle sue mammelle scorre quell'idromele di cui si nutrono gli einherjar.
Sull'albero Mímameiðr dimora invece il gallo Víðófnir, nemico dei giganti, che attende di annunciare il giorno di ragnarǫk.
Molti pensano tuttavia – e noi concordiamo con loro – che il Læraðr e il Mímameiðr altro non siano che nomi diversi per indicare lo stesso frassino Yggdrasill.
 
L'albero Yggdrasill è l'axis mundi del cosmo norreno, il grande frassino che si leva al centro dell'universo e rappresenta la continuità e la vita stessa dei nove mondi. Esso sorge nell'asse nel cosmo, le sue radici attingono alle sorgenti più antiche e profonde dell'universo e con i suoi rami sostiene e copre tutti i nove mondi.
Le rappresentazioni grafiche del frassino Yggdrasill hanno sempre qualcosa di goffo. Gli illustratori si trovano invariabilmente a disagio nel rappresentare quel tronco che attraversa il cosmo, quegli immensi rami che coprono i cieli, le tre radici che raggiungono gli opposti angoli dell'universo e naturalmente tutta la strana fauna cervi e capre, aquile e serpenti – insediata a tutti i livelli del grande frassino, brucando, rodendo e divorando.
L'impressione è che Yggdrasill sia la figurazione, in forma dendrica, di qualche antica concezione cosmologica. I vari elementi di questo mitema arboreo, i dettagli curiosi della strana fauna che lo affolla e certe notazioni quasi inesplicabili, come il motivo delle tre radici che si diramano in tre direzioni diverse per attingere ad altrettante sorgenti primordiali, non sembrano delle aggiunte stravaganti, ma suggeriscono la presenza di idee assai meditate sull'universo e le forze che lo governano. Il frassino Yggdrasill, nella sua geometria, obbedisce a qualche tipo di logica interna che non è soltanto quella di un albero grande quanto l'universo, ma di un supporto cosmologico, rappresentato in forma di albero, che avvolge, racchiude e fornisce all'universo una struttura.
 
crone
LE RADICI DELL'ALBERO, LE SORGENTI DELL'UNIVERSO
 
Le «radici», oltre a essere direttrici astronomiche, hanno un significato ancora più profondo. Ricordiamo dove esse vanno ad attingere: la prima radice, quella che scende in basso, penetrando nell'Helheimr o nel Niflheimr, arriva al pozzo di Hvergelmir, la sorgente primordiale di tutte le acque, espressione norrena di quel che fu l'Apsû presso i Babilonesi. I fiumi Élivágar che si protendono da Hvergelmir rappresentano il flusso delle energie che fluiscono dalla sorgente primordiale delle acque, luogo originario della creazione, e lì rifluiscono dopo aver attraversato tutto l'universo. Che il frassino Yggdrasill pianti una radice in quel pozzo profondo, partecipando in una certa misura alla sua energia creativa, è indice della natura primordiale e originaria del grande albero.
La seconda radice, quella che si protende verso i confini dell'universo, l'Útgarðr, il grande cerchio zoodiacale, va ad attingere alla sorgente Mímisbrunnr, dove, dice Snorri, «stanno nascoste sapienza e conoscenza». Questa è la sorgente a cui sta a guardia la testa di Mímir: per attingere un sorso di quell'acqua, Óðinn dovette lasciare nella sorgente il suo occhio; sembra anche che Heimdallr dovette lasciarvi il suo orecchio (Vǫluspá [27]). Che una radice del frassino venga ad attingere qui è significativo del fatto che l'albero partecipi in qualche modo alla sapienza delle cose antiche e segrete; forse si può capire, da questo dettaglio, per quale ragione Óðinn dovette sacrificarsi, appendendosi ai rami del frassino, per impadronirsi del significato e del potere delle rune. Il frassino Yggdrasill è anche albero della conoscenza.
La terza radice, che nel canto eddico si protende verso il mondo degli uomini ma che, secondo Snorri, andrebbe «su in cielo», va ad attingere alla sorgente Urðarbrunnr. Questo è il luogo sommamente santo dove ogni giorno gli dèi si riuniscono nel þing, l'assemblea divina. Presso Urðarbrunnr stanno le tre Nornir, le fanciulle che decidono i destini di tutti gli uomini: esse si chiamano Urðr, Verðanði e Skulld. Ma Urðarbrunnr è, come dice il nome stesso, la «sorgente del destino» (norreno urðr, anglosassone wyrd). E così, il frassino Yggdrasill attinge ancora a quella sorgente fatale e misteriosa da cui viene segnato il passato e il futuro dell'universo.
Queste note possono aiutarci a capire quanti significati, e quanto profondi, si intersecano in quest'immagine cosmica del grande frassino Yggdrasill, l'albero che regge l'universo, gli infonde vita e sapienza e, in qualche modo, ne segna il passato e il futuro. Albero cosmico, albero della creazione e albero della conoscenza, il frassino Yggdrasill è anche albero del tempo e del destino. Il tempo, nel pensiero germanico, non è soltanto lo svolgersi delle ore, dei giorni e degli anni, lungo una linea che dal passato procede verso il futuro; il tempo non è un semplice contenitore di eventi, ma è esso stesso lo svolgersi di quegli eventi. Tempo e destino sono una sola cosa ineluttabile. Come sappiamo bene, i vichinghi erano estremamente fatalisti: «se così è destinato a essere, nessuno può opporsi» affermano spesso i personaggi delle saghe.
 
Estratto dal bellissimo ed esaustivo sito www.bifrost.it
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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